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Rocco Commisso
Rocco Commisso

28 aprile 2025. E’ quello l’ultimo giorno passato a Firenze da Rocco Commisso, colui che si è preso carico della Fiorentina dalla fine dell’era Della Valle a stanotte quando è morto negli Stati Uniti. Se n’è andato nella terra in cui, da povero emigrante calabrese, è riuscito a trasformarsi in ricco imprenditore di successo. 

Molti, tifosi, giornalisti, ex calciatori e dirigenti, nei giorni più bui della squadra, vissuti nel corso di questa stagione, invocavano il suo arrivo in città per prendere in mano la situazione e dare una scossa all’ambiente, ma semplicemente non poteva farlo. Da un po’ di tempo le sue condizioni non gli permettevano di muoversi, di sobbarcarsi un viaggio intercontinentale per essere nuovamente qui. 

Quelli che prima erano semplici rumors col tempo si sono trasformati in notizie che avevano preso piede a Firenze, specialmente all’interno di ogni redazione. Solo che nessuno, giustamente, poteva darne conto e nessuno, realmente, sapeva quanto tempo era rimasto da vivere al presidente, almeno fino a stanotte. 

Sei anni e mezzo

Sei anni e mezzo. Tanto è durato il suo ‘regno’. Un periodo che ha visto succedere tante cose. Il grande slancio e i grandi investimenti iniziali, non ripagati dai risultati sul campo. Poi l’idea di voler fare un grande centro sportivo, realizzato laddove nessuno era mai riuscito in questa impresa nonostante grandi proclami. La battaglia sullo stadio, la morte del fidato amico, Joe Barone, le tre finali raggiunte, il buon campionato scorso, ma anche il divorzio tumultuoso con Raffele Palladino. In tutto questo tempo sicuramente non si è e non ci siamo fatti mancare nulla. Quel che è certo è che la sua, che lo si voglia o no, è una presidenza che ha lasciato un segno e anche tangibilissimo, rappresentato dal Viola Park, che non a caso porta anche il suo nome, bello presente all’esterno delle mura. 

Un monumento chiamato Viola Park

Di questo credo che lo si possa davvero ringraziare perché, come detto anche in precedenza, molti ci avevano provato prima di lui, rimanendo però fermi alle intenzioni. Commisso invece ci ha creduto e ci ha investito la bellezza di 120 milioni di euro per portarlo a termine, per rendere concreto quello che era un sogno. Un altro ‘monumento’ aggiunto in una zona, quella fiorentina, che già ne raccoglie tanti di molte ere diverse. 

Finisce qui la Fiorentina italoamericana? La domanda per certi versi è lecita e forse, anche in questo caso, sappiamo tutti implicitamente la risposta. Ma non è il momento ancora per andare a fondo su questo tema. E’ bensì il momento del cordoglio, del pensiero profondo e della riflessione su quello che è stato e su quello che questa persona generosa, impulsiva, combattiva ha saputo dare al club viola. 

Da parte mia e della Redazione di Fiorentinanews.com porgiamo le nostre più sentite condoglianze a Catherine, Giuseppe e a tutta la famiglia Commisso


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