​​

Grosso Paratici

La frattura tra la Fiorentina e Fabio Grosso sembra avere radici più profonde dei soli risultati ottenuti sul campo. Mentre club viola sta valutando se ci siano gli estremi per contestare al tecnico eventuali inadempienze rispetto agli obblighi contrattuali, emergono nuovi dettagli sulla gestione della squadra e sui rapporti con la società.

Mastantuono e gli esterni

Alla base del malcontento ci sarebbe innanzitutto una questione di costruzione della rosa. La squadra allestita da Paratici non avrebbe infatti rispecchiato il modello tattico che Grosso aveva in mente, ispirato in larga parte a quello sperimentato al Sassuolo. In particolare, il tecnico avrebbe avuto perplessità sull''acquisto di esterni offensivi più abili a entrare dentro al campo che a rimanere larghi per crossare in area verso il centravanti. In questo quadro si inserirebbe anche l'arrivo di Mastantuono, ritenuto non particolarmente adatto alle caratteristiche richieste da Grosso. 

Difesa e centrocampo

Il tecnico avrebbe invece individuato nel centrocampo uno dei reparti da rinforzare con un giocatore di esperienza e personalità. Grosso voleva un giocatore di peso ed equilibrio come Matić, avuto nelle stagioni al Sassuolo. La società aveva individuato Højbjerg come possibile mediano, ma il Marsiglia non avrebbe dato il via libera alla partenza del danese. Dubbi anche sulla tenuta del reparto arretrato per l'ex allenatore viola, a partire da Drăgușin, reduce da un periodo caratterizzato da un minutaggio ridotto, e dal brasiliano Viery, considerato ancora troppo giovane per essere immediatamente gettato nella mischia con il compito di garantire solidità alla difesa.

La rottura definitiva

Come già raccontato, la situazione sarebbe poi precipitata nelle ultime ore della sua esperienza sulla panchina viola. Grosso avrebbe manifestato l'intenzione di non presentarsi alla ripresa degli allenamenti al Viola Park. A quel punto Paratici si sarebbe aspettato che fosse lo stesso allenatore a rassegnare le dimissioni. Grosso, invece, avrebbe rivolto al dirigente una frase ormai ben nota: “Se mi vuoi bene, esonerami”. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.
 


💬 Commenti (4)