Cinque mesi dopo torna il derby della paura: dai sogni europei di Pioli alla lotta salvezza

Arrivati al derby di ritorno, sembra passato un secolo rispetto a quel Pisa-Fiorentina di cinque mesi fa, una partita storica, tornata sul rettangolo di gioco dopo anni, alla quale le due compagini si affacciavano con emozioni e sensazioni ben diverse. Quello di domani, invece, si configura come un derby crudele che, per una delle due squadre, saprà dare una sentenza quasi definitiva.
Una vita fa
Sulle pagine de La Nazione si può fare un passo indietro, tornando a quel match dell'Arena Garibaldi: Pioli contro Gilardino, oggi entrambi esonerati e giudicati colpevoli - non in solitaria - delle rispettive posizioni occupate in classifica dalle due squadre toscane, che lascia a questa sfida il connotato di una lotta per evitare la retrocessione. Il progetto (sulla carta) perfetto di Pioli, coi sogni di Champions proposti ad inizio stagione, e quello di Gilardino che accompagnava il Pisa nel suo storico ritorno in Serie A e che, si pensava, avrebbe lottato con più fierezza verso la salvezza: domani, di tutto questo, non sarà rimasto niente.
Paura del baratro
A differenza di quello del girone di andata, il derby di domani non si poggia più sui sogni, ma sugli incubi: Fiorentina e Pisa tornano a sfidarsi, ma nei 90 minuti di domani non c'è prospettiva di serenità. Si giocherà infatti per togliersi dalle zone pericolose, con due nuovi allenatori consapevoli che i tre punti in palio valgono i rispettivi futuri, anche se quasi senza appello. A giudicare dalle diverse modalità con le quali siamo arrivati a questo derby di ritorno, sembrerebbe davvero passato un secolo.
