Amoruso: "La Fiorentina manca di concretezza ma il Napoli ha tante assenze, la stanchezza può fare la differenza. Buongiorno non è..."
Quest'oggi, a poche ore dalla partita tra Napoli e Fiorentina, l'ex difensore viola Lorenzo Amoruso è stato intervistato da Radio Tutto Napoli. Queste le sue considerazioni:
“La Fiorentina tutto l’anno manca di concretezza, manca di qualità e anche di quantità, mentre il Napoli ha alternato fasi di calcio bellissimo a fasi di errori e problemi. Chiaramente gli infortuni sono alla base di tutto questo, però è chiaro che è difficile anche prevedere che tipo di partita verrà fuori. Ovviamente mi posso aspettare un Napoli che cercherà di fare la partita e la Fiorentina che dovrà in qualche maniera ribattere, però è una partita veramente difficile perché le squadre stanno commettendo tanti errori. Ora, per carità, non me ne voglia nessuno, ma è ciò che abbiamo visto soprattutto nelle ultime tre partite del Napoli, partendo da Copenaghen, la trasferta di Torino e anche mercoledì sera".
“Sono convinto che il fattore stanchezza influirà molto sulle due squadre"
Ha anche aggiunto: “Credo che potesse essere una partita più gestibile, poi magari non serviva a nulla perché il pareggio non serviva a nulla, però è chiaro che c’è tanta indecisione su quello che le due squadre potranno fare in campo. Poi il fattore stanchezza secondo me potrebbe comunque incidere, considerato che il Napoli ha giocato due giorni fa. La Fiorentina è vero che ha fatto tante sostituzioni nella partita di martedì contro il Como, però bisognerà vedere chi riuscirà a recuperare. Ovviamente questo dipende anche da quali giocatori del Napoli potranno tornare a disposizione di Conte”.
“Conte è un tecnico fortissimo, ma alla fine in campo ci vanno i giocatori”
Un commento anche sul lavoro del tecnico degli Azzurri: "È chiaro che l’esperienza dell’allenatore serve, ci mancherebbe altro, però io come dico sempre sono i calciatori che vanno in campo e sono loro che ti devono dare il termometro della condizione psicofisica della squadra. Soprattutto faccio riferimento ai giocatori con più esperienza: sono quelli che devono accelerare quando si può accelerare e invece tenere un passo tranquillo quando la squadra è in difficoltà e deve respirare. I giocatori di esperienza si vedono e devono esserci in campo proprio perché devono dare una mano all’allenatore. Non dimentichiamoci che, per quanto l’allenatore durante la settimana possa preparare la squadra o la partita, poi la domenica è un comprimario, come tutti noi che siamo in tribuna a commentare. Può dare consigli, fare le sostituzioni, ma poi è l’atteggiamento dei calciatori in campo che fa la differenza. Questo è fondamentale. Non è voler scaricare sui calciatori, per carità, ma chi è stato in campo lo sa: a volte l’allenatore ti dice di fare una cosa, tu in campo non ti senti di farla e fai in un’altra maniera. A volte hai ragione, altre volte torto. Sono scelte che i giocatori di esperienza devono fare in base a quello che comunicano i compagni di squadra e a quello che riescono a vedere in campo”.
“Napoli non è il Torino e Buongiorno lo sta capendo sulla sua pelle”
Da difensore centrale ha poi concluso dando una valutazione sulla stagione del centrale dei Partenopei Alessandro Buongiorno: “Saltare parte della preparazione, avere problemi fisici e dover recuperare la condizione solo con le partite non è facile. In più c’è la pressione enorme di Napoli, da campione d’Italia, con un mercato estivo che ha fatto sognare tantissimo anche in Champions League. L’eliminazione dalla Champions, le difficoltà nel qualificarsi, il non vincere a Copenaghen: sono tutte pressioni che probabilmente non aveva mai sperimentato nella sua carriera. Con tutto il rispetto per il Torino, lì non aveva questi problemi. Deve fare questo salto di qualità mentale e anche un po’ fisico, nel senso di saper gestire le energie nel momento giusto. Noi difensori siamo quelli che danno equilibrio alla squadra. Se la difesa rimane lunga, gli avversari prendono spazio e tempo ed è difficile fare meglio. Da leader devi capire cosa consigliare o addirittura ordinare ai compagni, centrocampisti e attaccanti. Deve migliorare in questo, fare scelte importanti per l’equilibrio della squadra. Il difensore è l’equilibrio della squadra. Puoi fare una partita perfetta per 89 minuti e poi una piccola distrazione compromette tutto. Vieni giudicato per quell’errore, come succede agli attaccanti quando non segnano. L’allenatore ha una visione diversa del rendimento complessivo, però se iniziano a esserci troppe distrazioni, allora il discorso cambia. Secondo me, come Buongiorno aveva perso il posto per distrazioni, la stessa cosa sta succedendo ora a Juan Jesus. Si distrae troppo, anche in situazioni facili da leggere, le interpreta male e questo compromette la prestazione e anche i risultati del Napoli".



