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Questo pomeriggio Salvatore Lodi, presidente della FC Élite Academy Lodi e scopritore del gioiellino del Napoli Antonio Vergara, è intervenuto al programma radiofonico “1 Football Club” di 1 Station Radio per parlare del classe 2003. Il dirigente sportivo ha spiegato come un tempo, sul giocatore, ci fosse anche la Fiorentina di Rocco Commisso.

“Sono molto emozionato ancora per la prestazione di ieri sera, anche se amareggiato per il risultato finale. È un'eliminazione dalla Champions molto triste: oggi è una giornata grigia, proprio la sfumatura più brutta che potesse riservarci la partita di ieri. lo ero convinto, alla fine del primo tempo, che avremmo portato via il risultato. Però, onestamente parlando, avevamo una panchina corta: solo tre giocatori di movimento. Infatti non posso dire altrimenti perchè in panchina c'erano ragazzi giovani, e sei andato a giocare praticamente con tredici giocatori una partita che contava tantissimo. Purtroppo la colpa è degli ultimi infortuni”.

“Il ragazzo ha una personalità ed un'umiltà uniche”

Ha anche aggiunto: “Sicuramente. È uscita questa sorpresa, una sorpresa che io non avevo dubbi potesse arrivare. lo l'avevo detto già in tempi non sospetti: il Napoli ha un giocatore fortissimo, con un potenziale enorme. Non l'ho detto a voi, l'ho detto in un'altra radio: il Napoli ha un giocatore che può arrivare a grandi livelli. La personalità e l'umiltà che ha questo ragazzo sono incredibili. lo poi non lo conoscevo bene, ma adesso si: conosco tutta la famiglia. Dópo ti faccio vedere: ho parlato con la mamma, con il papà ci siamo messi a ridere. Da ragazzino voleva giocare a Giugliano, a Nola e quando stava a letto era 'Giovanna d'Arco' per le partite di Coppa. Sono cose belle. Lui ha un potenziale enorme. Con la giocata di ieri mi ha ricordato un giocatore che ho visto da vicino, un certo Cassano: ovviamente non faccio paragoni pesanti, però quella personalità, quelle giocate... mi sembrava di rivedere certi colpi. lo ieri sera non mi vergogno a dirlo: ho pianto dalla felicità”.

“Ogni allenatore ha i suoi metri di giudizio, e Conte ha i suoi..”

Un pensiero anche sulla gestione di Antonio Conte: “Ogni allenatore ha i suoi metri e i suoi giudizi. Lui l'ha gestito facendolo entrare col contagocce: 5 minuti, 10 minuti... poi un tempo, una partita di Coppa Italia col Cagliari, e li Antonio ha dimostrato tanto valore. Conte giustamente si affida ai suoi uomini, a chi gli dà i dati: lo fanno tutti gli allenatori. Però io ti faccio una doccia fredda: un giocatore così forte, veramente forte, con quella personalità, l'ha dimostrata in uno stadio pieno, domenica a Torino. E poi al Maradona. E il Maradona è uno stadio degno del nome che porta: Maradona. Voglio precisarlo”.

“Su di lui, prima del Napoli, c'erano la Fiorentina ed altri club di Serie A”

Ha poi concluso raccontando un interessante retroscena di mercato, che avvicina il gioiello azzurro alla Fiorentina di Rocco Commisso: “Lo ripeto: io sento altri procuratori che mi dicono 'è tra i più forti d’Europa. Mario è un ragazzino, io lo conosco da tanti anni. Ci siamo sentiti in quegli anni, poi per un paio d'anni non l'ho sentito, per vari motivi, non mi posso muovere. lo sapevo che Antonio aveva offerte: c'era anche la Fiorentina e altre squadre di A. Poi la scelta é caduta sul Napoli perché intorno gli hanno dimostrato un progetto, gli hanno fatto capire che avrebbe giocato. lo l'ho seguito sempre: dai Pulcini alla Primavera. Lui ha dimostrato tutto con me. Ti dico la verità: in un torneo Napoli-Juve a Ischia fu premiato da Antonio Varriale come miglior giocatore del torneo. Lì capii quanto era forte”.


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