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A La Nazione l'ex storico tecnico viola, Cesare Prandelli, ha parlato anche di Firenze e della sua gente, citando qualche episodio di questi giorni e non solo:

"Questa città non ti regala niente. Quando entri in empatia si apre un mondo. Senti l’affetto ma comprendi anche che non devi fare danni perché qui tutto è prezioso. Quando mi dicevano “Oh Cesare, te tu devi vincere”, all’inizio non capivo. Poi ho capito… Il mio quartiere preferito? Beh, Santo Spirito. Se ci ho vissuto molti anni un motivo c’è. L’Oltrarno mi ha sempre toccato il cuore.

Un’immagine? L’altro giorno, nel parcheggio dell’Esselunga mi si è avvicinato un ragazzo in motorino e mi ha detto: Mister, vorrei stringerle la mano per dirle grazie. Io sono cresciuto con lei. Non mi ha parlato di partite o altro, mi ha detto: io sono cresciuto con lei. Questa frase mi ha dato una grande gioia interiore. I sentimenti sinceri sono ciò che ci fa sentire uomini. Uomini felici.

Nazionale in crisi? Da un pezzo, da almeno una decina di anni. Se vogliamo cambiare le cose serve uno sforzo da parte di tutti. Dirigenti, calciatori, procuratori, giornalisti, presidenti. Se non c’è questo allora tutto diventa inutile»

Allenatore preferito? Quello che adatta le sue idee ai giocatori che ha a disposizione. I talebani non li capisco e comunque non saranno mai i miei preferiti".


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