Così è se mi pare... Nuovo allenatore? Prima ci dicano il fine, poi i mezzi
Con la salvezza ormai quasi certificata e la Conference League verosimilmente ai titoli di coda, tra tifosi e opinionisti si è aperto il contest ciarliero su chi dovrà essere l'allenatore della Fiorentina la prossima stagione.
Un simpatico dibattito, tra bar e social, al quale non mi iscrivo perché ritengo che manchi un parametro fondamentale per la scelta: qual è l'obiettivo da raggiungere? Un quesito al quale solo la proprietà può dare una risposta.
Non è il fine, ma il mezzo
L'allenatore, come i giocatori, non è il fine ma il mezzo per ottenere dei risultati. Dopo una stagione disastrosa sotto ogni punto di vista, come si intende ripartire? E, soprattutto, con quale meta? Ci si accontenterà di recuperare la dimensione di mediocrità che ha caratterizzato la gestione Commisso fino ad oggi? Oppure si indicherà un vero e proprio cronoprogramma che, nel giro di due o tre stagioni, permetta alla Fiorentina di inserirsi stabilmente fra le squadre che lottano per i posti in Europa? Quella vera, intendo, non la deprimente Conference.
Definito il fine si può passare ai mezzi
Ecco, una volta definito il fine si può passare ai mezzi: un allenatore e una rosa di giocatori coerenti con le specifiche ambizioni.
Vedremo se il presidente Joseph Commisso, oltre a inviare messaggini zuccherosi stile baci Perugina quando la squadra vince e stare in comodo silenzio quando perde, avrà il coraggio e la capacità di indicare con chiarezza una strada. Qualunque sia.



