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Un ricordo commosso da parte di uno dei ‘ragazzi di Commisso’, come Lorenzo Venuti che a La Nazione ha raccontato il suo rapporto con il presidente:

"Fin lì ero spesso andato in prestito, Rocco è stato il primo a darmi fiducia. Mi ha dato la possibilità di rimanere a casa, non in modo superficiale. Mi ha fatto sentire realmente importante. Grazie a lui ho realizzato il mio sogno.

Il mio rapporto personale con il presidente? Bello, davvero. Era un uomo che dava grande importanza ai valori umani. E da quel punto di vista ci siamo sempre trovati perché io da quando gioco a calcio ho sempre messo l’uomo davanti al calciatore. All’interno del gruppo mi sentivo importante, un punto di riferimento. Sono stato riconosciuto come tale anche da lui e anche per questo il mio percorso in maglia viola è stato ancora più importante per me. Meglio di come l’avessi sognato.

Dentro lo spogliatoio com’era? Gli piaceva stare con la squadra quando arrivava dagli Stati Uniti. Purtroppo nel calcio parlano i risultati, dei secondi non si ricorda nessuno. Ci abbiamo provato. Le finali perse sono un ricordo amaro, ma dobbiamo guardare il percorso che è stato molto positivo. Quello ci resta”. 

Firenze l’ha capito fino in fondo? Non lo so, è difficile da dire. Qualcuno sicuramente, altri meno. Io posso dire che per come l’ho conosciuto io ci ha messo tanto, tutto quello che poteva. Era una persona che realmente teneva tanto alla Fiorentina. Voleva il bene di questa società e di questa piazza. Poi ci sono stati i momenti bui, certo, ma come capitano in tutte le famiglie”.


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