Cinque mesi per scoprire che Beltran fatica da centravanti. I criteri di scelta tutti particolari per gli attaccanti della Fiorentina

Claudio Masini  | 
Beltran esulta dopo il rigore segnato col Parma. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Ci sono di quelle operazioni che in estate fanno gongolare i tifosi (e i dirigenti), specie se di mezzo c'è un duello vinto sul mercato, uno di quelli per cui ce la si può ‘giobbare’, per usare uno slang di qualche anno fa. Poi c'è il campo che dà risposte talvolta crudeli e che riporta tutti con i piedi per terra: il profilo di Lucas Beltran aveva tante skills che facevano presagire ottime prospettive. A partire dall'età, la provenienza e i numeri con il River.

Centravanti? Ehm…non proprio

Peccato che poi a Firenze ci si sta accorgendo via via che il ruolo per il quale era stato comprato non è realmente il suo. Sfidiamo chiunque a sostenere che Beltran da centravanti isolato si trovi a suo agio. Magari potrà anche diventarlo ma alla Fiorentina non serviva un attaccante pronto subito e in grado di alzare il livello? Certo, se al suo fianco ci fosse stata già una sicurezza, di occhi se ne sarebbero potuti chiudere di più… ma al suo fianco è arrivato Nzola, né fuoriclasse (né lo stralunato calciatore visto fino a dieci giorni fa), né tantomeno una certezza per il reparto.

Difficile capire i criteri di costruzione della rosa

E allora vien da chiedersi su quali basi ci si muova per costruire la rosa: l'opportunità? La proposta? La convenienza? Di sicuro non le esigenze tecniche e tattiche della rosa, perché ad oggi, 16 dicembre, la Fiorentina non ha ancora un vero centravanti.

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