Le ultime ore del mercato-fake della Fiorentina: quando la speranza cede alla rassegnazione. Di “riparazione” nemmeno l’ombra e così anche la luce negli occhi di Italiano si spegne

Lorenzo Ciabattini  | 
Rocco Commisso e Joe Barone in tribuna al Franchi. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

C’era una volta il tifoso-medio (nel senso neutrale del termine) entusiasta per l’annata della sua squadra del cuore, in corsa su tutti i fronti, speranzoso di poter seguire gli aggiornamenti del mercato che potevano rinforzare la propria Fiorentina. Lo stesso Italiano, addirittura, si era sbilanciato a favore di un investimento per l’esterno d’attacco, una casella che tre anni fa era stata occupata – con tutta la curiosità del caso – da tal Ikoné. Poi la grande delusione per il francese… allo stesso modo di questo mercato di “riparazione”, che ha lasciato insoddisfatta la totalità del tifo viola.

Gli ennesimi esperimenti di questa società da prendere in formato ‘mordi e fuggi’

È del tutto inutile farlo, ma vogliamo comunque elencare gli acquisti di gennaio ‘24 per ribadire il concetto che gli innesti arrivati sono stati appena due. Un terzino destro in una rosa che ne contava già uno discretamente forte (in netta ripresa da un brutto infortunio) e un altro fra i migliori prospetti del calcio italiano e poi un attaccante, che se fosse arrivato – diciamo – un cinque anni fa, sarebbe stato un colpaccio, mentre oggi non rasenta che l’ultimo dei tantissimi esperimenti presi in prestito. Nessun rischio, nessuna resa, si dice, beh, la Fiorentina ha già fatto la prima parte, adesso tocca ad Italiano cercare di cambiare la seconda.

I-L-L-U-S-I-O-N-E

Le ultime ore del mercato viola, tuttavia, erano state piene di entusiasmo e tanta, tanta speranza. La stessa che adesso dobbiamo definire ILLUSIONE. Tutta la proprietà, la dirigenza, ha illuso un’intera piazza, fiorentina e anche quella infervorata dei social, mandando in pasto agli esperti di mercato più autorevoli i nomi più assurdi. Il principale quello di Albert Gudmundsson, reduce da una metà stagione condita da una quantità di gol (undici) che Nzola, Beltran e Belotti ancora non hanno raggiunto in tre. Impossibile non criticare l’operato di una dirigenza che ha completamente abbandonato a sé stesso uno dei tecnici più capaci in giro, una perla in un mare di sabbia. Una sentenza però adesso sul futuro di Italiano che, a meno di ulteriori “miracoli” sportivi, non avrà più un preciso motivo per continuare alla guida di questa squadra al termine della stagione.

fast, fast, fast… come la durata del quarto posto

Un mercato, sebbene dovesse essere solo “di riparazione”, così deprimente e desolante, per i tifosi che chiedevano rinforzi per la Champions, non si vedeva da tempo. Non che in estate il cambio Cabral-Nzola avesse fatto fare i salti di gioia, ma almeno erano arrivati profili come quello di Arthur che ci incastravano di più con le idee di gioco di Italiano. Il gennaio 2024 della Fiorentina, invece, si è chiuso nel peggiore dei modi: dopo aver perso il quarto posto, lasciato punti con Sassuolo e Udinese, aver fatto figuruccia in Supercoppa, il mercato ha celebrato il trionfo della mediocrità, il fallimento delle ambizioni di una società che adesso ha rivelato a tutti il suo vero volto. Too much talks and very little action: sarebbe andato bene anche fast, fast, fast nelle ultimissime ore di trattative, ma alla fine è stato solo un fake-mercato.

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