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Nicolò Fagioli

Non era forse mai capitato che la Fiorentina avesse in rosa contemporaneamente i numeri Dieci di Nazionale maggiore e Under 21 azzurra: dato un po' fine a se stesso perché la numerazione non è certo fissa e i criteri di assegnazione sono diversi. Tecnica e qualità alla base della scelta di Mancini, l'esperienza e l'anzianità nel gruppo i parametri su cui si è basato Baldini.

Giudizi contrastanti

L'avversario di ieri per l'Italia era sicuramente tra i tre-quattro peggiori possibili al mondo, oltretutto a casa loro: test più che provante insomma per Nicolò Fagioli, certamente meno brillante rispetto al match con la Turchia ma non poteva essere altrimenti. “Nessuna bocciatura per lui”, scrive La Gazzetta dello Sport, “ma tecnica un po' fine a se stessa, con l'esigenza di rendere più fluido il possesso. Un dieci un po' scolorito".

Un po' meno contrastanti, in negativo, i giudizi invece sulla prova di Cher Ndour di un paio di giorni fa in Armenia: l'Under 21 l'ha vinta solo al 95' grazie a Cisse, dopo aver sprecato di tutto. E il centrocampista viola ha offerto la sua classica prestazione ‘pesante’, nel senso di monotona nel passo e nelle giocate. Nel mirino in particolare i suoi tempi di gioco, non propriamente rapidi.


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