Un centrocampo già fatto, ma con evidenti mancanze. Un difficile puzzle da risolvere sul mercato

La Fiorentina si appresta a vivere un mercato estivo denso di colpi, sia in entrata che in uscita. La tanto auspicata rivoluzione dovrebbe intaccare però solo marginalmente il centrocampo, reparto dove la squadra viola, almeno numericamente, sembra già quasi a posto.
Molte mezzali
La viola ha tanti centrocampisti, ma osservando i profili emerge un’evidenza abbastanza chiara: gran parte di questi appartiene alla stessa categoria tecnica e tattica. La Fiorentina si ritrova infatti con un gruppo composto da giocatori molto simili per interpretazione del ruolo: Mandragora, Fabbian, Brescianini e Ndour sono tutti centrocampisti di corsa e inserimento, che non fanno del palleggio o della fantasia la loro qualità principale. È un centrocampo costruito quasi interamente sull’intensità e sulla progressione, ma che rischia di diventare prevedibile quando c’è da gestire il possesso o cambiare ritmo alla partita.
Caratteristiche mancanti
Nel reparto manca anche una mezzala più fantasista, un giocatore capace di rompere gli schemi nell’ultimo terzo di campo, di creare superiorità tecnica e inventare la giocata tra le linee. Allo stesso modo, manca anche un vero interditore. Nessuno degli attuali centrocampisti è uno specialista della rottura del gioco e della protezione difensiva.
L'elemento differente
L’unico elemento differente è ovviamente Nicolò Fagioli. L'ex Juventus si è trasformato in questa stagione da mezzala di qualità a regista, con risultati alterni. L'esperimento di Fagioli come play andrà sicuramente avanti, ma sul mercato la società deve agire per trovare un suo possibile sostituto. In questa stagione quando il numero 44 si è fermato, anche semplicemente per rifiatare, la Fiorentina non ha avuto un’alternativa naturale capace di gestire il gioco della squadra.
Il lavoro di Paratici
Adesso toccherà a Fabio Paratici trovare una soluzione. Il problema è che i margini di manovra sembrano ridotti. La Fiorentina non potrà permettersi un mercato particolarmente costoso e dovrà inoltre fare i conti con investimenti già impostati, a partire dai riscatti diventati obbligatori di Fabbian e Brescianini.



