​​

Manor Solomon in primo piano
Manor Solomon in primo piano

Manor Solomon è il primo acquisto targato Paratici per la Fiorentina. Il giocatore classe ‘99, di proprietà del Tottenham e nella prima metà di questa stagione in prestito al Villarreal, arriva in viola con la medesima formula e la possibilità da parte della Fiorentina di riscattarlo a fine annata per la cifra di 10 milioni.

Ecco Solomon, primo rinforzo viola a gennaio

L’inserimento in rosa di Solomon può far delineare una direzione precisa ai cambiamenti in corso in questo gennaio: l’israeliano (con passaporto portoghese) è un esterno offensivo di piede destro -ma a suo agio anche con il sinistro- utilizzato soprattutto corsia mancina, ben dotato dal punto di vista tecnico e molto abile sul breve. Un giocatore sulla carta capace di garantire superiorità numerica nell’ultimo terzo tramite il dribbling e -rispetto a molti dei suoi predecessori in viola nel ruolo di ala- meno “fumoso” al momento della giocata. Il suo acquisto fa pensare a una virata definitiva verso un cambio di modulo per la Fiorentina, confermando il 4-2-3-1 delle ultime uscite con una linea di trequarti composta a partire da lui a sinistra e Gudmundsson in mezzo.

Tutto fa pensare a un nuovo modulo

Le caratteristiche di Solomon allo stesso tempo impongono delle modifiche anche sostanziali all’approccio tattico della squadra di Vanoli. L’israeliano, le cui fortune maggiori arrivano dalla sua ormai datata esperienza allo Shakhtar Donetsk prima di Fonseca poi di De Zerbi, è parso dare il meglio in un contesto di gioco fortemente posizionale, ovvero in squadre capaci di risalire il campo con ordine tramite un possesso organizzato e dalla spiccata propensione al controllo della sfera. A differenza di Kean (e in parte anche dello stesso Gudmundsson), Solomon non è un giocatore in grado di “portare su” la palla: la spiccata verticalità e l’ossessione per le transizioni della Fiorentina dell’ultimo anno non sono pane per i suoi denti. In questo Vanoli, per sfruttare le sue qualità, dovrà insistere nel migliorare la gestione dei possessi della Fiorentina, qualcosa che finora è stato appena intravisto nelle ultimissime uscite della squadra (Verona, Udinese, in misura minore Parma), con risultati ancora rivedibili.

Una scommessa non esente da complicazioni

L’acquisto di Solomon, per quanto il giocatore abbia brillato non troppo tempo fa nella gara tra Israele e Italia terminata 4-5, resta comunque una scommessa tutt’altro che esente da complicazioni. Innanzitutto, lo storico del giocatore più o meno recente è stato segnato soprattutto dagli infortuni, già visti in Ucraina e ripetutisi in Inghilterra, problemi che ne hanno di fatto compromesso l’esperienza in Premier (appena 30 le presenze in due anni tra Fulham e Tottenham). Solo nella passata stagione, con la discesa in Championship, Solomon ha ritrovato continuità contribuendo alla risalita del Leeds in massima serie, ma il nuovo recente tentativo di rilancio in Liga si è scontrato con il pochissimo minutaggio concessogli (358’ con il Villarreal, quasi metà dei quali nei primissimi turni di Coppa del Re).

Qualche difficoltà nei mesi al Villarreal

L’esperienza spagnola è stata anche segnata da serie difficoltà di ambientamento, soprattutto dovute alle prese di posizione via social del giocatore sul conflitto in corso nella striscia di Gaza. Solomon è forse il maggior talento della sua nazionale, anche uno dei volti principali del calcio israeliano; l’arrivo a Firenze di un giocatore così divisivo per questioni extracalcistiche, nel contesto di una piazza il cui amore verso la squadra è già messo a durissima prova dai recenti disastri e da più datate bugie, rischia di essere un ennesimo colpo a un ambiente sull’orlo di una crisi di nervi.


💬 Commenti (5)