Durante a FN: “Credo in Vanoli, Paratici saprà portare giocatori da campionati superiori al nostro. Solomon? Anche McTominay giocava poco in Inghilterra”

La Fiorentina dà segnali finalmente di ripresa, ma aspetta conferme per dirsi guarita. Nel frattempo, impazza il mercato di gennaio che dovrebbe vedere la società gigliata protagonista. Per parlare di tutto questo, FiorentiNews.com ha contattato il noto intermediario di calciomercato Sabatino Durante, che ha risposto alle nostre domande.
La Fiorentina aspetta Fabio Paratici: può essere l’uomo giusto nel posto giusto?
“Venendo dall’Inghilterra può portare giocatori interessanti. È un uomo che conosce bene il campionato italiano, con in più un’importante esperienza all’estero che lo rende avvantaggiato in questo mercato di gennaio, perché sa scovare giocatori in un palcoscenico diverso da quello nostrano che possono dare una mano alla Fiorentina”.
Due parole sul primo acquisto invernale Manor Solomon…
“È un esterno offensivo discreto. A gennaio io penso che i giocatori devi cercarli in campionati superiori ai tuoi, come appunto quello inglese. Anche McTominay giocava poco in Inghilterra e poi in Italia ha fatto benissimo. Il problema della Fiorentina comunque non è assolutamente a livello tecnico, bensì di gruppo”.
I primi di febbraio si aspetta una Fiorentina rivoluzionata o pensa che alla fine la società gigliata farà pochi colpi, sia in entrata che in uscita?
“Non credo ad una rivoluzione, andrà via qualche pecora nera e prenderanno qualche giocatore interessante. D’altronde, se non riesci a vendere bene i tuoi calciatori a livello economico (dopo mesi di prestazioni deludenti si sono svalutati), diventa difficile fare tanti colpi in entrata”.
Concludiamo con una battuta sulla guida tecnica della Fiorentina: Vanoli ha le spalle abbastanza larghe per portare fuori la squadra dalla tempesta?
“Penso di sì. È stato un buon giocatore, sa come gestire uno spogliatoio. Al di là dei problemi tecnici, infatti, ci sono problemi di spogliatoio. Lui ne ha vissuti molti di grandi spogliatoi da calciatore. In questi casi non serve la mano dura e lui ha appunto il carattere appropriato per potere avere un dialogo giusto con i giocatori. Sa, insomma, quello che vuole senza battere i pugni sul tavolo che, ripeto, non serve in una situazione così critica”.



