L'effetto Paratici e una rivoluzione tecnica e psicologica che serve come il pane. Il rischio di tagli eccellenti

E' il momento dei faccia a faccia per la Fiorentina (come se non ce ne fossero stati fino ad oggi). La squadra e l'allenatore, il nuovo capitano (De Gea) e i compagni: tutti stanno provando a cambiare la situazione con le parole. E in fondo, se guardiamo l'ultima partita, volendo trovare qualcosa di positivo, possiamo dire che qualche piccolissimo progresso rispetto al recente passato c'è stato. Chiaro che non può bastare, soprattutto adesso, con questa classifica tremenda, con l'ultimo posto.
Se uno guarda alle statistiche e ai precedenti storici, è quasi impossibile salvarsi. Ma cinque punti, dal quintultimo posto non sono impossibili da recuperare, soprattutto se consideriamo gli scontri diretti che ci saranno e che andranno per forza di cose vinti. Chiaro che ci sarà da battagliare, chiaro che ci vorrà un atteggiamento e una grinta completamente diversi, chiaro che andranno fatte anche delle tabelle da seguire alla perfezione, perché non ci saranno più margini di errore.
Effetto Paratici
In questo l'effetto Paratici potrebbe diventare decisivo. Il nuovo dirigente viola ha già in testa operazioni di mercato in entrata e in uscita e non sono da escludere addii eccellenti. Occhio a Dodô, occhio a Kean, occhio a Comuzzo. Occhio a tutti, perché se arriveranno offerte importanti nessuno sarà incedibile, soprattutto dopo le prestazioni di questo inizio di stagione.
Rivoluzione
La storia di chi si è salvato, con una classifica del genere a fine dicembre, insegna che serve una rivoluzione tecnica e psicologica. Serve cambiare tutto, perdere anche qualche soldo, ma provarci, dando a Paratici carta bianca, sui dirigenti da confermare, sulla nuova 'squadra' di osservatori. Cinque anni di contratto vuol dire dare a Paratici le chiavi della società: nell'immediato pensando alla squadra da cambiare in venti giorni, sognando la salvezza, poi, da giugno (a seconda anche della categoria), cambiando tutto quello che non va.
Goretti
Per Goretti la situazione può essere leggermente diversa rispetto a Ferrari. E' vero che questa Fiorentina l'ha costruita lui insieme a Pradè, ma è vero che aveva un ruolo subalterno rispetto all'ex dirigente viola. Certo, non è riuscito nel compito di non far affondare la barca, ma sarebbe stato un miracolo il contrario, data anche la sua esperienza a questo livello. Insomma, deciderà Paratici e questa può diventare una bella garanzia.
Vanoli in bilico
Prima però c'è da salvare la Fiorentina perché, non nascondiamocelo, una retrocessione sarebbe un bagno di sangue economico ma non solo. Sarebbe una tragedia sportiva, cercata, preventivata e meritata, con tanto di nomi e di cognomi. Arrivare all'obiettivo con Vanoli, se batterà la Cremonese, altrimenti potrebbe cambiare nuovamente l'allenatore. Ma il fuggi fuggi di questi giorni dagli allenamenti da parte dei giocatori viola per malattie e permessi non è di certo un buon segnale: Paratici o non Paratici.



