​​

Giuseppe Commisso
Giuseppe Commisso. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Non a tutti la festa per i Cento anni della Fiorentina all'Artemio Franchi dopo la pesantissima sconfitta della Fiorentina contro il Frosinone è piaciuta. Sulle colonne del Corriere dello Sport si legge il parere di Alberto Polverosi, discretamente critico sull'organizzazione dell'evento. 

Il punto di vista di Polverosi

"Sono terminati i festeggiamenti ufficiali per i cento anni della Fiorentina. I prossimi, cene, incontri, eventi, saranno organizzati dai tifosi e andranno sicuramente meglio. […] Sabato sera, per la grande festa al Franchi, come rappresentante di un giornalismo paleolitico mi aspettavo tutta un’altra storia. Mi aspettavo la storia. Il ritorno dei viola del passato è stato organizzato nel giorno sbagliato. Dopo una partita, mai. Perché non sai quello che può succedere e se poi succede che ne prendi tre da una neopromossa la festa si rovina da sola". 

Che c'entrano i balletti?

"C’è poi un altro aspetto da considerare: chi voleva salutare i giocatori e gli allenatori che hanno onorato la maglia col giglio ha pagato il biglietto della partita. Ma la storia non può avere un prezzo, la storia è di tutti. Dunque, inizia la festa. Con un balletto. Bravi, ma che c’entra il balletto con i cento anni della Fiorentina? Dove sono i veri protagonisti? Eccoli, finalmente. Ne chiamano uno alla volta, il Franchi li applaude mentre vanno a sedersi o a sistemarsi con le spalle alla Maratona. Sono quasi duecento, di tutte le epoche, di tutti i momenti, comprese le ragazze della squadra femminile. 

Parla solo Commisso

[…] Se loro sono emozionati, in tribuna di più. Li ho visti tutti, in campo o in panchina, ora ascolterò i loro saluti, i loro racconti. Illuso. Perché al posto delle loro emozioni parte la musica rock a tutto volume. E che c’entra la musica con quei ragazzi che stanno aspettando in campo e con quelli che aspettano in tribuna? Si va in là con l’orario, lo stadio non è più pieno come all’inizio, ma c’è un colpo di scena: vengono richiamati in campo i giocatori della prima squadra, quelli che poco prima ne hanno presi tre dal Frosinone e sono stati sonoramente fischiati. Tornano sul prato e riprendono altri fischi. Non si poteva evitare? Finalmente il microfono passa a due grandi protagonisti, Rui Costa e Batistuta. […] Dai, mi dico, ora ci siamo, ora anche gli altri ci raccontano le loro storie. Ancora illuso. Li salutano e quei ragazzi se ne vanno. Ma come, hanno chiamato Bertoni dall’Argentina e al puntero non hanno fatto dire una parola, Terim è arrivato da Istanbul, Mutu dalla Romania, e De Sisti. […] Ha 83 anni, è arrivato da Roma, non gli hanno fatto dire niente. E Ranieri con le sue coppe e Prandelli con le sue Champions. Tutti zitti, deve parlare Joseph Commisso. Lo stadio ormai è quasi vuoto. I veri e unici protagonisti sono già a letto. Qualcuno rimane a Firenze perché mercoledì sera c’è la partita delle vecchie glorie che, americanizzate, ora si chiamano legends. Si paga, naturalmente, per rivedere Batistuta, Pasqual, Toldo e tutti gli altri in campo. I prezzi vanno da 5 euro a 45. Ma non gioca la storia? E se è storia è di tutti. Gratis. Dicono: si fa così da sempre e ovunque. E allora si fa male da sempre e ovunque". 


💬 Commenti (5)