Gino Infantino con la maglia viola. Foto: Fanfani/Fiorentinanews.com
Gino Infantino con la maglia viola. Foto: Fanfani/Fiorentinanews.com

“Il ragazzo si farà anche se ha le spalle strette” cantava Francesco De Gregori nella sua La leva calcistica della classe '68. Un riferimento simile lo possiamo far per il giovanissimo Gino Infantino, il centrocampista viola arrivato questa estate direttamente dall’Argentina, in cui era uno dei pilastri del Rosario Central. Il giocatore è stato schierato nel secondo tempo contro il Parma in Coppa Italia, e pur non incidendo nella gara e sbagliando qualcosa ha comunque cercato più volte di proporsi in fase offensiva. 
La personalità e la voglia di spaccare il mondo da parte di Infantino non sembrano quindi mancare, ma per trovare ritmo e ambientarsi è assolutamente fondamentale per lui. Ancora non è dato sapere se effettivamente potrà essere ceduto a gennaio per andare in prestito a crescere altrove, ma quel che è certo è il suo potenziale, che ancora non abbiamo potuto ammirare, e le sue qualità tanto decantate ed elogiate dagli addetti ai lavori in Argentina. Una volta che il classe 2003 avrà accumulato un po’ di esperienza e si sarà smaliziato la Fiorentina potrebbe davvero ritrovarsi in rosa il trequartista del futuro. Dopotutto il bagaglio tecnico che si è portato dall’Argentina è importante e prezioso, deve soltanto trovare il modo di poterlo applicare in Serie A. E con la concorrenza che si ritrova davanti in viola, nonostante le tante gare da giocare, non è certo semplice, anzi. Servirà più che mai pazienza per la sua crescita. 

Il tecnico Vincenzo Italiano lo sa bene, e non a caso ha fatto una scelta sicuramente coraggiosa a mandarlo in campo pochi giorni fa nel secondo tempo di una partita che si era quasi del tutto compromessa per la Fiorentina. Un segnale, questo, di come l’allenatore gigliato confidi tantissimo nei mezzi a disposizione del giocatore. E se a gennaio dovesse presentarsi un bivio, ovvero se restare in viola oppure propendere per quell’ipotesi di prestito di almeno sei mesi tanto chiacchierata nei giorni scorsi, la scelta da fare anche sulla possibile nuova squadra dovrà essere funzionale e ponderata. In tal caso soprattutto serviranno garanzie sul minutaggio in campo e di utilizzo costante. E se così fosse… chissà, sempre come cantava De Gregori, magari “Quest'altr'anno giocherà…” alla Fiorentina con più continuità, aggiungiamo noi.

 

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