Infantino: "Il carattere è il mio punto di forza, sono molto esigente con me stesso. Commisso mi ha fatto sentire subito parte della famiglia viola"

David Fabbri  | 
Gino Infantino con la maglia viola. Foto: Fanfani/Fiorentinanews.com

Tanta personalità e voglia di crescere. Un bel biglietto da visita per Gino Infantino, il centrocampista argentino classe 2003 arrivato in estate alla Fiorentina dal Rosario Central. Tutto-Viola lo ha intervistato.

Di tutto per venire a Firenze

"Da quando mi hanno detto che ci sarebbe stata la possibilità di venire alla Fiorentina ho fatto tutto il possibile perché la cosa si potesse realizzare - ha detto Infantino - Oltre al fatto che la Fiorentina è un club storico nel quale hanno giocato grandi calciatori, sarebbe stato un passo importante per la mia carriera poter fare parte di una squadra che gioca il campionato di Serie A”.

Le differenze riscontrate in Italia

“La differenza maggiore riguardo gli aspetti tattici hanno riguardato la fase difensiva. E’ una cosa su cui si lavora molto (la pressione, gli spostamenti della linee, ecc.) Poi anche con il pallone, sia per quanto riguarda la velocità del gioco che la precisione, è tutto abbastanza differente”.

Prime impressioni a Firenze

“In questo club hanno giocato grandissimi campioni, ma è normale visto che parliamo di una squadra con una grande storia. E anche negli ultimi anni diversi calciatori argentini hanno indossato la maglia viola. Appena arrivato nel club, le prime persone che ho incontrato sono state Quarta e Nico (Gonzalez ndr), loro mi hanno aiutato tanto sin dal primo giorno. Oltre a loro due ho conosciuto subito Cristiano Biraghi, il capitano della squadra. In ogni caso tutti, in società, a cominciare dal Presidente Commisso, mi hanno accolto con grande affetto facendomi sentire parte della famiglia viola”.

Pregi, difetti…e aspetti da migliorare

“Uno dei miei punti di forza dal punto di vista del carattere è la mia voglia costante di vincere. Voglio vincere sempre qualsiasi cosa faccio e mi arrabbio molto se non ci riesco, anche se si tratta di cose di non realmente importanti. Inoltre sono molto esigente con me stesso, cosa che può anche arrivare ad essere un difetto visto che vorrei che tutto riuscisse come voglio io e non sempre è possibile. Calcisticamente parlando mi piacerebbe migliorare molte cose, ma ho solo venti anni e ho tanto ancora da imparare. In particolare vorrei migliorare a usare il piede destro e mi piacerebbe migliorare la mia fase difensiva”.


 

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