Arthur in campo con la Fiorentina. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com
Arthur in campo con la Fiorentina. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

L'ex regista anche della Fiorentina Gaetano D'Agostino analizza la squadra viola a Radio Bruno, passando dal centrocampo all'attacco. 

Ecco le sue parole: “Maxime Lopez e Arthur sono tra i più forti nel palleggio, ma molto dipende dalla squadra nel complesso. La Fiorentina ha due ali, due esterni che spingono e la punta. Serve adattare per forza sotto punta un giocatore che ti permette di giocare a 3, come Barak o Bonaventura. Serve sacrificio di tutti nella riconquista della palla. Serve il giusto equilibrio in campo. Stimo molto Italiano, allenatore come De Zerbi con la predisposizione ad offendere e rischiarsela, ci sono degli obiettivi da raggiungere e nella partita bisogna saper leggere certe situazioni. Con l’Inter avrei provato subito a fare la partita aggressiva, ma se non riesco a far male non posso concedere tutte quelle ripartenza. A volte avere una strategia diversa non è perdere l’identità, ma avere un piano b per portare a casa le partite”.

“Di tutta la rosa Nico Gonzalez è quello che finora ha segnato di più, l'unico che sa vedere la porta e inserirsi senza palla. Vlahovic era un giocatore da area di rigore e sapeva ottimizzare i cross da entrambe le parti. Nzola va servito centralmente, così come Jovic e Cabral, giocatori che devono arrivare in area. La Fiorentina gioca per catene, a destra e sinistra, sui cross arriva Gonzalez, infatti. I giocatori non sono scarsi, cambia la tipologia delle giocate. Gli attaccanti della Fiorentina non sono calciatori d'area, e per il gioco viola fanno più fatica”.

“Normale che a Firenze ci sia curiosità di vedere due giocatori che palleggiano come Arthur e Lopez. L'Italia con Jorginho e Verratti ha vinto l'Europeo, ma dipende molto dallo spirito di sacrificio in difesa di tutta la squadra in riconquista, fin dagli attaccanti. Altrimenti si fa fatica a gestire le ripartenze. La Fiorentina non ha nulla da temere con Lazio, Roma e anche Juventus, non deve fare un campionato anonimo come lo scorso anno, ha il potenziale per insidiare il quarto posto”.

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