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Giampaolo Marchini, giornalista de La Nazione, ha commentato così la prestazione della Fiorentina a Como, soffermandosi su due individualità. Questo l'intervento al Pentasport di Radio Bruno.

Su Fagioli

“Per rendersi conto del lavoro che fa Fagioli all'interno di una partita, bisognerebbe seguire solo lui, disinteressandosi degli altri 10: da lì capisci l'importanza di questo ragazzo, e se riesce anche a trovare il gol con continuità, cosa che non è nelle sue corde, credo che potrà fare molto comodo anche alla Nazionale. Ha trovato continuità di rendimento, e in questa stagione non è certo semplice, specie se giochi nella zona nevralgica del campo dalla quale nasce il gioco della tua squadra. Onestamente, a Como è stato preziosissimo, non tanto per i chilometri percorsi - è quello che ha corso di più - ma per la sua lucidità che mantiene per tutta la partita. La determinazione vista sul gol, poi, non pensavo gli appartenesse: per certi versi un gol fortunoso, ma lui stesso se l'è costruito, non era affatto scontato. Ovvio che sia lui il giocatore cardine della Fiorentina: per questo mi preoccupa che non ci sia un suo sostituto, né come qualità né come caratteristiche”.

Su Kean

Kean per una buona mezz'ora non l'ha nemmeno strusciata, poi va sul dischetto e tira fuori un rigore incredibile che solo un centravanti sotto pressione sa fare. Prestazione che diventa positiva, ma è stata un'altra partita di sofferenza: non che mi aspettassi molto di diverso, la Fiorentina si è messa l'elmetto e ha cambiato passo sotto il profilo della mentalità, essendo più brutta e sporca per portare a casa il risultato. Con questa dinamica capisco che per un centravanti sia più difficile emergere, ma deve essere lui a fare da riferimento, aiutare la squadra a salire, insomma ciò che faceva prima. Venderlo? Se mi portano Mateta, lo cambio volentieri, perché è un punto interrogativo: se lui è coinvolto e Paratici saprà toccare le corde giuste, tornerà ad essere il Kean da 25 gol".


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