Bucciantini: "Kean e Gudmundsson non possono coesistere. Rugani ad Udine scelta sbagliata. Non dimentichiamoci che Vanoli..."
Questo pomeriggio il giornalista di SkySport Marco Bucciantini, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare alcuni temi di casa Fiorentina.
“La spiegazione di Vanoli torna, ma è una spiegazione che parte da una scelta sbagliata: quella di mettere in campo contemporaneamente Gudmundsson e Rugani. E in quel momento non è tornato piu niente. Se avesse fatto questa scelta a cause degli infortuni sugli esterni, poiché non avevi piu gli uomini per costringere l'Udinese ad aprirsi, l'avrei capito. Loro sono una squadra fisicamente forte e dovevi per forza un modo per evitare i duelli in mezzo al campo. Mi sarebbe anche andato bene mettere quindi l'islandese a galleggiare in attacco alle spalle di Kean, ma mi sembra ormai chiaro a tutti che la connessione tra i due sia praticamente nulla: dopo tante partite abbiamo capito che non esiste”.
"Possiamo dire che Kean e Gudmundsson non sono complementari"
Ha anche aggiunto: "Spesso poi quando una funziona, e mi riferisco a Kean, l'altra rimane divorata. Essendo due mattatori, anche se si complimentano in modo ideale i due, sembrano Bud Spencer e Terence Hill ma non lo sono. Sono piuttosto Terence Hill e Giuliano Gemma. Kean e Gudmundsson inizialmente potevano sembrare complementari ma non lo sono, soprattutto per come interpretano mentalmente la partita. Quindi cambiare il modulo e tornare al 3-5-2 sarebbe stato perfetto se appunto quei due per cui cambiavi lo scacchiere fossero stati in condizioni. Sono invece stati i peggiori in campo, e per questo il tecnico non ha piu potuto appigliarsi a questo".
“Gudmundsson? In caso di battaglia lui…”
Ha fatto un focus su Gudmundsson: “A Firenze l'islandese mi è piaciuto si e no due volte, quando si è trovato per mezzora a fare il centravanti in Conference League. Tutte e due le volte ha segnato. Gudmundsson è cosi, un mattatore che subisce la presenza di Kean in campo: non riesce a legarci calcisticamente parlando. A questo punto posso dire che lui è uno di quelli che, se devo andare a fare la battaglia della vita, non lo arruolo”.
“Chi è arrivato a gennaio ha un suo valore, sta solo patendo il momento della squadra”
Un commento anche su alcuni dei nuovi arrivati, che a giugno saranno riscattati: “Il primo pensiero di tutti ovviamente deve essere quello di salvarsi. Non penso che poi alla fine convenga retrocedere per non rischiare i giocatori presi a gennaio. Brescianini e Fabbian sono comunque profili che in questi anno stanno giocando in Serie A: avevi urgenza e quindi non hai potuto fare prezzo e condizioni. Sono comunque giocatori che hanno un valore, e che se non servissero possano comunque ripartire senza problemi. Io di tutti quelli arrivati in questo momento terrei sicuramente Solomon, un giocatore che sa veramente giocare a calcio”.
“Rugani è stato esposto volontariamente alla figuraccia di lunedì”
Ha voluto spendere due parole anche per Rugani: “Il problema è aver fatto di lui, dal niente, un titolare. In un momento in cui cambiavi modulo, tornando ad un sistema che non aveva funzionato. Penso che se Rugani avesse fatto mezz'ora una partita, 45 in un'altra, magari coi titolari, sarebbe stato tutto diverso. Lunedì sera l'ex Juve è stato esposto ad una prestazione come quella che ha fatto”.
“Capisco le parole di De Gea, ma serve pensare a salvarsi”
Un'analisi anche sulle parole di De Gea ad Udine: “Ne ho parlato anche nei giorni scorsi. Probabilmente al portiere spagnolo è uscita una frase sbagliata. Ma la fascia al capitano non viene dato per una frase, ma per Sun vissuto ed una carriera, e per questo credo che sia da passarci sopra. In questo momento non mi interesso chi ci salva, anzi mi piacerebbe che lo facesse chi ha lottato sbattendo contro i propri limiti arrivando afferente convinti di una reputazione e uscendone distrutti: e mi riferisco soprattutto a Piccoli e Fazzini. Alla fine comunque ti salvi di squadra: questa è un gruppo che, come visto ad Udine, muore da squadra, e quindi dovrà anche salvarsi da squadra”.
“Non dimentichiamoci che Vanoli è riuscito a riportarci in strada”
Ha poi concluso con qualche parola su Vanoli: “Sinceramente io non l'avrei mai mandato via. Ha fatto delle scelte, aiutato dal mercato, cambiando il modulo e adesso bisogna solamente aiutarlo e proteggerlo. Paratici è un uomo che sa di calcio e lo aiuterà, tante volte è la società che fa l'allenatore. La Fiorentina è in questa situazione qui. La strada Vanoli l'ha trovata ed è stato lui stesso a mandare l'auto fuori strada contro l'Udinese. Pero la strada l'ha trovata e quella partita ha dato fastidio anche a lui”.



