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Daniele Pradè
Daniele Pradè. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Che il mercato di questa estate sia stato fallimentare, non c'è neanche bisogno di ricordarlo: l'ennesima campagna acquisti gestita da Pradè buttata alle ortiche, fatta di cifre importanti spese per nomi non all'altezza della Fiorentina. Tuttavia, mai era successo che un intero mercato - o quasi - venisse smantellato nella sessione invernale: una bocciatura totale dopo nemmeno 5 mesi è davvero eloquente. Soprattutto se si va ad analizzare ruolo per ruolo, e ci si accorge che non c'è stato un solo errore, ma un errore per reparto (tenendo solo conto di chi effettivamente è in procinto di esser ceduto).

La difesa

Partendo dalla retroguardia, è notizia fresca la decisione della Fiorentina di non convocare Viti per ‘motivi legati al mercato’. Se non altro, l'operazione non è stata dispendiosa: il giocatore è in prestito e, con ogni probabilità, verrà rispedito al mittente… dopo aver collezionato 615 minuti in campionato e senza lasciare nessuna traccia. Il tutto, mentre dal mercato doveva arrivare una figura che facesse il protagonista, e non l'ennesimo giocatore di ruolo dei quali la retroguardia viola è già piena zeppa. Probabilmente cambieranno le richieste in difesa, visto che si sta andando - molto timidamente - verso una difesa a 4: l'auspicio è che arrivi un centrale da Fiorentina, pronto a scendere in campo ed alzare la qualità di un reparto che soffre, non poco.

Il centrocampo

Proseguendo, si arriva al centrocampo: ha tenuto banco, nel mercato estivo, l'infinita ricerca del centrocampista da regalare a Pioli. Dopo aver ricevuto due di picche a profusione (due su tutti Bernabè e Kessie) si è deciso di virare su Sohm - che non è in uscita ma che, per 15 milioni, ha fatto vedere ben poco - e, all'ultimo respiro, Nicolussi Caviglia. Ebbene, il regista in arrivo dal Venezia non ha mai dato l'impressione di poter prendere in mano il centrocampo viola, restituendo invece prestazioni grigie e anonime. Sembrerebbe anche lui sul piede di partenza: piace molto al Cagliari che lo vorrebbe il prima possibile, mentre la Fiorentina ha buttato 1 milione per il suo prestito e per scoprire che il regista, incredibilmente, era già in rosa…

L'attacco

Infine, si arriva all'attacco: è qui che è arrivato un veterano del gioco, un attaccante con centinaia di gol alle spalle in tanti dei migliori campionati europei… o meglio, ne è arrivata l'ombra. Fa particolarmente rabbia pensare all'acquisto di Dzeko quando la Cremonese, una realtà decisamente meno blasonata è andata a prendersi un attaccante di razza, di giusto un anno più giovane, ma che ha ancora la fame e la voglia necessaria per giocare a pallone, quale Vardy. Invece, a Firenze è arrivato un attaccante da utilizzare in Conference e dove, visto il livello, è riuscito a trovare le sue uniche due reti stagionali. Glissando sull'assurdo momento di mediazione tra squadra e tifosi con megafono annesso, il tempo del Cigno di Sarajevo alla Fiorentina sembra finito, ma viene da domandarsi se in realtà sia mai iniziato.


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