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Riccardo Braschi
Riccardo Braschi. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Fabio Grosso è dunque l'allenatore scelto da Fabio Paratici per guidare la "sua" Fiorentina, dopo un'annata che definire da incubo è farle un complimento. Il tecnico, proveniente dal Sassuolo, non scalda gli animi di una tifoseria che invece avrebbe tanto avuto bisogno di una fiammella che riaccendesse l'entusiasmo, ma bisogna riconoscegrli una qualità che potrebbe far molto comodo alla Fiorentina, ossia una certa abilità nel lavorare coi giovani, tratto distintivo delle sue esperienze al Frosinone prima ed al Sassuolo poi.

Meglio un Primavera che un ex giocatore

I giovani appunto: in un mercato che si preannuncia difficile, che dovrà essere ricco di idee ma che sarà più povero di soldi, perché non dare un'occasione a qualche ragazzo proveniente dalla Primavera, in questi anni ai vertici del calcio italiano, invece di inseguire (ex) giocatori col proprio prime alle spalle o gregari utili soltanto a scaldare la panchina?

L'impalpabile e lo spiaggiato

Sia chiaro, qua nessuno dice di costruire la squadra attorno ad un 2006 con pochi o nessun minuto in serie A: gli acquisti dovranno esserci e dovranno essere degni di una Fiorentina che vuole tornare nelle posizioni che contano (nevvero, presidente Commisso?). Tuttavia, siamo così sicuri che il 2004 Amatucci possa far tanto peggio dell'impalpabile Nicolussi Caviglia? Che Braschi possa far tanto peggio dello "spiaggiato" Dzeko, a cui veniva corrisposto un ingaggio di 2 milioni netti annui? La risposta è facile da intuire, anche se bisognerebbe avere il coraggio di metterli alla prova, dando finalmente un senso al lavoro della Primavera e alla costruzione del Viola Park


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