Pedullà: "Paratici produttore di Scherzi a Parte, situazione assurda. Con Barone e Commisso era un'altra storia"
Il giornalista ed esperto di mercato Alfredo Pedullà ha parlato sul suo canale YouTube della situazione in casa Fiorentina, con l'esonero di Grosso e il ritorno in viola di Vanoli.
Le parole di Pedullà
“Il mercato della Fiorentina è stato particolare, una baraonda. Quello che è successo è clamoroso. Hanno bruciato Grosso e ripreso Vanoli, che consideravano inadeguato per un mercato da 150 milioni. Questo è clamoroso e certifica l'improvvisazione della società viola nel leggere la vicenda. Questo è il mercato più importante degli ultimi anni con tutta la disposizione della famiglia Commisso. Sulla gestione di certe cose il voto del mercato viola va sotto il 5, come la questione Kean. La Fiorentina si è fatta calpestare dal Como".
Sulle scelte
"Ora spiegatemi il senso di una società all'avanguardia con una proprietà importante, con un ds che spende e spende male all'inizio. Poi aveva il tempo di valutare Vanoli che aveva fatto qualcosa di clamoroso salvandosi. Poi hai preso Grosso, con le perplessità della piazza, perché lo conosci. E poi dopo 3 partite lo bruci e riprendi quello che avevi reputato inadeguato? Assurdo. Quando dico che in Italia non abbiamo dirigenti bravi, parlo di questo. In questo caso manca bravura, coerenza e nemmeno competenti. Io auguro a Vanoli di lottare per la Champions, ma a me piaceva la Fiorentina di Barone e Commisso, che potevano sbagliare ma c'era un senso di compiutezza. Senza Barone non c'è il controllo della situazione e succedono cose inammissibili. Paratici è il nuovo produttore di ”Scherzi a Parte". Con Marotta aveva lo scudo, senza di lui non ha fatto bene. La Fiorentina di prima funzionava perché c'erano Commisso e Barone e nessun altro. Ferrari non può fare il direttore generale. La squadra è stata costruita con figurine costose. Se hai le figurine, ma non hai l'album è un problema. Commisso, cosa pensate? Siete in un vicolo cieco che si poteva evitare con un minimo di programmazione. Barone e Commisso avevano fatto della Fiorentina un modello, bisognerebbe non calpestare quel modello di coerenza".


