Così è se mi pare... - Soggetto per un film horror (di quelli che non ti fanno dormire per parecchie notti)
Atto I: L'inizio dell'incubo
Tutto ha inizio con la prima di campionato: una disfatta totale e quattro gol incassati senza appello. Nemmeno il tempo di assimilare il colpo che la società cede il centravanti titolare a stagione appena cominciata. Al suo posto arriva un rimpiazzo di fortuna, rimedio disperato dopo il fallimento della trattativa per l'obiettivo principale.
Atto II: L'illusione e la beffa del Centenario
Alla prima partita in casa, l'illusione dura giusto il tempo di due pali colpiti nei primi minuti. Poi, il baratro: sconfitta interna contro una neopromossa proprio nel giorno del Centenario, con altri tre gol incassati. Durante la festa ufficiale accade l'impensabile: zero menzioni per le formazioni degli scudetti, per i loro allenatori e per i presidenti dell'epoca. In compenso, vengono auto-celebrati come successi sette anni di macerie sportive.
Atto III: La legge dell'ex
Il campo continua a restituire un copione grottesco. Un ex difensore salva sulla linea il tiro a botta sicura del nuovo acquisto al suo primissimo tocco di palla. Un altro ex segna, non esulta e si avvia a raccogliere l'applauso malinconico dei suoi vecchi tifosi.
Atto IV: Il crollo della guida tecnica
Nuova sconfitta tra le mura amiche — uno stadio ridotto a un cantiere aperto — con altri due gol sul groppone (mentre l'unica rete a favore arriva per gentile concessione del portiere avversario). Scatta l'esonero per l'allenatore fortemente voluto dal direttore sportivo. Per sostituirlo viene richiamato proprio l'ex tecnico, liquidato solo pochi mesi prima perché ritenuto non all'altezza.
Se anni fa mi avessero proposto una scaletta del genere per descrivere il dramma sportivo di una tifoseria, l'avrei liquidata come un'esagerazione surreale, roba da telenovela sudamericana di terz'ordine. Invece, la cruda realtà ha superato la più perversa delle fantasie.
E ora, chi potrà mai salvarci da questo ennesimo calvario? Il "presidente predicatore", con lo sguardo spiritato, la voce impostata e le braccia spalancate a simulare un “lasciate che i tifosi vengano a me”?
Noi, tifosi della Fiorentina, siamo già crocifissi e sbeffeggiati.



