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Il proprietario del Torino, Urbano Cairo. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com©
Il proprietario del Torino, Urbano Cairo. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com©

Hanno litigato e sono stati in contrasto per anni ma poi si erano rappacificati, Rocco Commisso e Urbano Cairo: il presidente del Torino ha parlato così a Radio Bruno di alcuni episodi con il patron della Fiorentina:

"Con il presidente Commisso ci conoscemmo, poi ci furono delle incomprensioni che portarono a polemiche per qualche anno. Poi è successo fortunatamente che un giorno ero a Roma, mi confrontati con Gravina che mi disse che aveva parlato con Joe Barone ed era dispiaciuto di non aver buon rapporti. Non vedevo l’ora di trovare una soluzione, passò in quel momento Barone, si fermò e mi dette disponibilità, ci abbracciammo e da lì abbiamo risolto anche le nostre cause legali in atto.

Con Rocco ci sentimmo nel settembre del 2024 a telefono, era a New York, fu una bellissima telefonata e tutto si era sistemato. A novembre quando mi chiesero di liberare Paolo Vanoli io detti disponibilità, mi liberavo di un contratto ma lo liberai in modo molto veloce, senza stare a cavillare.

Se la famiglia Commisso andrà avanti? Non lo so perché so che Rocco aveva investito molto nella Fiorentina, tra acquisto, Viola Park, sponsorizzazioni, sui 500 milioni che è un importo considerevole. So che il figlio è un ragazzo molto appassionato, la moglie è una persona in gamba, non so cosa avrà suggerito prima di andarsene, so che ci teneva tantissimo a fare bene alla Fiorentina. Ricordo che quando mancò Joe Barone ero impegnato a Milano, c’era la camera ardente a Firenze fino alle 20.30, per cui mi ricordo che finii i miei incontri alle 17.45, presi un treno e mi feci portare al Viola Park. Rocco apprezzò molto questa presenza".


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