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Rolando Mandragora
Rolando Mandragora. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Nell'analisi di Alberto Polverosi sul Corriere dello Sport, c'è spazio anche per dei tetri paragoni con la scorsa stagione, dove le cose sembravano andare perfino meglio:

"Peggio dell’anno scorso. Molto peggio. Alla terza giornata la squadra di Pioli non era ancora ultima, aveva due punti, segnato due gol e presi quattro. Quella di Grosso è ultima con zero punti, ha segnato un gol, ne ha presi nove. Ma è peggio per altri due motivi. Il primo è l’enorme investimento sul mercato: per ora nessuno dei tredici nuovi acquisti, escluso Pellegrino per il gol (solo per il gol), ha dimostrato di valere quanto è stato pagato. Il secondo è ambientale: bruciata dall’esperienza della stagione scorsa, ora la gente non ha più pazienza e già ieri pomeriggio, fra i fischi e gli insulti ai giocatori, la curva ha invitato l’allenatore a “saltare” la panchina. Siamo alla terza giornata e intorno alla Fiorentina è un disastro".  
 

Bello il Viola Park ma che afa

"Servirebbe pure una buona condizione fisica e non c’è manco quella, sul piano della corsa la Roma, il Frosinone e il Torino hanno mangiato la Fiorentina. Qui si può fare una rapida riflessione: un anno fa la squadra aveva lo stesso problema, non era resistente e non era brillante, aveva fatto la preparazione al parco viola a oltre 35 gradi proprio come quest’anno, quando i gradi hanno sfiorato quota 40. Magari era il caso di cambiare sede. Bello il parco viola, ma afoso, molto afoso".

Il rimpianto Mandragora 

Mandragora merita un discorso a parte. Un centrocampista che in due stagioni segna 17 gol non si manda via. Mai. Non lo scriviamo oggi, ma dall’inizio del mercato. Mandragora ha quel sinistro da sempre, non è un campione, però è una risorsa. Non c’è niente di casuale in quel gol, è identico a quello che l’anno scorso aveva segnato alla Juventus. Non è una beffa, è un errore di valutazione. Semmai la beffa è che alla fine del primo tempo i migliori in campo erano proprio gli ex, Mandragora, Fortini (aveva salvato un gol) e Comuzzo (aveva annullato l’attacco viola)”.  


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