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Non sarà un punto sul mercato denso di contenuti, semplicemente perché la Fiorentina a circa 48 ore dalla chiusura della sessione invernale è ferma. D'altronde il lavoro di quello che sarà a breve il neo direttore sportivo Fabio Paratici non è affatto semplice. Sta già cercando di operare da remoto per la società viola e ha portato qualche colpo “suo” (vedi Solomon), ma non ha potuto progettare la campagna acquisti essendo arrivato in corsa e soprattutto deve gestire spese e guadagni con parsimonia, dopo gli oltre 90 milioni spesi in estate. Insomma, parecchi bastoni tra le ruote che non permettono serenità a pochissimi giorni dal gong.

Tanti nomi sulla lista, pochissimo di concreto

I nomi ci sarebbero anche, per le necessità della squadra. In primis la Fiorentina cerca un difensore centrale e le proverà tutte fino all'ultimo per aggiudicarsi Radu Dragusin del Tottenham, in attesa di una sua risposta definitiva. I piani B restano Niakaté e Bijol, da depennare Diogo Leite promesso sposo della Lazio. A centrocampo, invece, il club viola sarebbe alla ricerca di un mediano di rottura: obiettivi Mandela Keita del Parma e Karlstrom dell'Udinese. Alternative Mangala e Magassa, ma ancora niente di concreto in nessuno dei casi.

E si rischia l'immobilismo anche in uscita

Anche in uscita sembra cambiare ben poco da qui alla fine del mercato. Le esperienze in viola di Luca Ranieri e di Niccolò Fortini sembrano destinate a proseguire ancora, visto il poco tempo rimasto. Restano i problemi sull'eventuale rinnovo del contratto del classe 2006, ma ogni discorso sul futuro è momentaneamente rimandato. Nzola resta promesso sposo del Sassuolo, mentre gli esuberi in casa viola ancora non piazzati sono Kouame e Sabiri.


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