Vanoli: "Pensiamo al campionato ed è inutile nasconderlo, ma ogni partita ha la sua motivazione. Dodô e Kean? Assenze programmate, ecco perché"
L’allenatore della Fiorentina Paolo Vanoli è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida di Conference League contro lo Jagiellonia: “Faccio questo lavoro con grandi motivazione e passione. Ogni partita ha una motivazione speciale. Purtroppo vengo da una mentalità dove si deve cercare di vincere anche la partitella al campetto, figuriamoci una di Conference. Dobbiamo sapere che c'è un playoff e sappiamo di doverlo provare a passare, ma queste gare non si gestiscono in una partita secca, bensì nel doppio confronto. Sarà una gara complicata per il terreno di gioco e per le condizioni climatiche. L'insegnamento non deve darci alibi, bensì lucidità per superare le difficoltà”.
“Domani esame importante. Il pensiero al campionato non manca, ma…”
“Domani arriva un esame importante contro una squadra prima in classifica, lo Jagiellonia è cresciuto tanto anche in campo internazionale. A questo dobbiamo pensare domani, poi certamente conosciamo la nostra difficile situazione in campionato. Il pensiero non manca, è inutile nasconderlo. Però domani sarà una sfida importante, per noi e per tutti quelli che giocano”.
“Chi gioca alla Fiorentina ha una forte responsabilità. Siemieniec? Niente da dire, ho grande umiltà”
“Chi fa parte della Fiorentina deve sentirsi addosso un'importante responsabilità. Quando c'è l'opportunità, che sia in cinque minuti, in mezz'ora o in una gara intera, bisogna sempre dimostrare che maglia indossi. Questo è quello che voglio e pretendo, poi il risultato si può giudicare in tante maniere. Siemieniec? Non ho niente da dire, dico solo che ho grande umiltà e che rispetto tutti. Sono stato in un campionato straniero, so cosa significa. Sta facendo crescere bene la sua squadra, nient'altro da dire. Sono cose che non mi interessano”.
“Dodô e Kean avevano bisogno di una settimana di lavoro. Dobbiamo pensare ai due impegni”
“Siamo la Fiorentina e i nostri giocatori sono di valore. Non ho nessun timore o problema di far giocare un giovane o un altro ragazzo, non ci sono riserve. Le nostra scelte sono dettate da tante situazioni e alcune non si possono cambiare, come infortuni o altri fattori. Dodô e Kean? Era un'assenza programmata per entrambi. Domilson è l'unico ad aver giocato tutte le partite, Moise aveva bisogno di una settimana di lavoro, visto il problema alla caviglia. Dobbiamo tutti pensare ai due impegni”.



