Gli alti e bassi di Milenkovic, i gol di Martinez Quarta, la grinta di Ranieri... e una "Mina vagante". Certezze, sorprese e dubbi al centro della difesa

Giulio Dispensieri  | 

Fino all'ultimo giorno del mercato estivo, uno dei grandi interrogativi in casa Fiorentina è stato quello relativo al centrale di difesa. La cessione di Igor, viste le cifre, è stata sicuramente un'ottima operazione: il brasiliano aveva concluso la scorsa stagione in maniera pessima, ma è altresì vero che si trattava in fin dei conti di un titolare o quasi. In tal senso sarebbe quindi stato opportuno sostituirlo con un altro giocatore che, quantomeno, garantisse minutaggio… ma così non è stato.

Una Mina vagante

L'ultima idea, che portava all'ex Bologna Theate, non si è concretizzata e così la Fiorentina ha scelto di ripiegare su Yerry Mina. Un giocatore da ritrovare, soprattutto fisicamente, che quando è stato schierato da Italiano ha dato ben poche certezze. I suoi centimetri possono sicuramente risultare utili sui calci piazzati a favore, ma in fase difensiva Mina è ancora lontanissimo dalla condizione necessaria per reggere i ritmi e i tempi di gioco della Serie A. Lento e sgraziato nei movimenti, volendo giocare con il suo cognome, rischia di rappresentare una mina vagante nell'area viola quando il pallone arriva dalle sue parti.

Gli alti e bassi di Milenkovic

Togliendo il giovane Comuzzo, che ha già esordito ma la cui strada è ancora lunga, rimangono quindi Milenkovic, Martinez Quarta e Ranieri, ognuno con un percorso e una situazione diversi. Il serbo continua con i suoi alti e bassi, tra qualche svarione di troppo e alcune prestazioni invece solide e convincenti. Dopo quel famoso rinnovo Nikola probabilmente non ha rispettato le (alte) aspettative, ma resta comunque una certezza e un leader della squadra anche se Italiano ha dimostrato che non è imprescindibile lasciandolo talvolta in panchina. 

Una risorsa… nell'area avversaria

Una vera e propria metamorfosi, invece, quella subito da Martinez Quarta. Italiano ne ha intuito le doti offensive, lasciandolo libero di sganciarsi in avanti arrivando fin dentro l'area avversaria. Una mossa che ha fruttato ben cinque gol tra campionato e Conference League in appena metà stagione, permettendo inoltre all'argentino di acquisire tanta sicurezza in più anche in fase difensiva facendo di lui una grande risorsa per la squadra.

L'enorme crescita di Ranieri

E infine Luca Ranieri, la vera sorpresa del reparto difensivo. Da “emarginato” a Moena due estati fa a leader del reparto, a suon di ottime prestazioni e quella spavalderia che non guasta mai. L'ex Salernitana è un giocatore che bada al sodo, mettendo l'efficacia sempre davanti a tutto (vedi la mano con cui ha fermato uno degli ultimi attacchi del Monza). Cliente scomodo per chiunque, non ha problemi ad andare a muso duro con gli avversari che gli stanno poco a genio. Se poi aggiungiamo anche i tre gol in Conference League, decisivi per il primo posto nel girone, si completa il ritratto di uno dei giocatori più importanti nella rosa della Fiorentina. 


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