Questo pomeriggio l'ex attaccante della Fiorentina Christian Riganò, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare i temi più caldi di casa viola. Questo un estratto delle sue parole: 

Palladino è stato tirato fuori dal cilindro da Galliani. L'anno scorso è stato capace di salvare la squadra da neopromossa dopo uni inizio shock: ha fatto un ottimo biennio al Monza. Quest'anno ha raggiunto la salvezza con quasi dieci giornate di anticipo, può essere ci sia stato un calo sul finale. L'unica cosa che gli voglio dire è che qui a Firenze non vorremmo lottare per la salvezza ma per entrare nelle coppe europee. Per un punto non siamo entrati in Europa League, e questo è un vero peccato: il verdetto del campo va accettato e quindi rispettare quello che dice la classifica”

“Abbiamo giocato tre finali in due anni, almeno uno potevamo vincerla..”

Ha parlato anche di Italiano: “Non voglio dare nessun voto. Sono solo molto arrabbiato come molti tifosi della Fiorentina. Anche quest'anno la Conference era alla nostra portata e se dico che è stata sbagliata l'impostazione della partita penso che nessuno mi possa dire nulla. Purtroppo era una finale, e non capita spesso di giocarle. A noi ce ne sono capitate tre in due stagioni, almeno una sarebbe stata bella portarla a casa. Senza dubbio sono mancati i giocatori più importanti della rosa, quelli che dovevano fare la differenza non l'hanno fatta: mi riferisco a Nico e Bonaventura, oltre che a tutti gli attaccanti presenti in rosa. Ieri contro l'Atalanta hanno segnato tutti, ma dico una cosa: avrei preferito regalare i tre punti alla Dea ma avere un trofeo in più in bacheca”.

“Dopo Praga pensavo che la squadra avesse capito: non avevano l'atteggiamento di chi vuole vincere”

Ha poi concluso tornando a parlare di Atene: “Ho visto una squadra compassata per tutti i 130 minuti, dall'altra parte invece c'era una squadra che ha pensato soltanto a non rischiare nulla: non so quanti palloni hanno rinviato in fallo laterale durante la partita i greci. Poi hanno un attaccante, El Kaabi, che non ha toccato il pallone per larghi tratti della partita e alla prima occasione utile ci ha castigato. E' un peccato esche come spesso accade abbiamo preso gol nei minuti finali. Dispiace perchè non ho visto una squadra affamata, che aveva voglia di andare a prendersi il trofeo. Le finali si possono anche perdere ma almeno vanno giocate. Ne avevamo perse due lo scorso anno, i nostri giocatori dovevano andare in campo con il sangue negli occhi dando il 1000% in campo. E cosi purtroppo non è stato”.

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