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Fiorentina Delusione

Al di fuori della provocazione, quanto ha denunciato Edin Dzeko nell'immediato post Fiorentina-Aek Atene è uno dei tanti gridi d'allarme che giunge dall'interno delle ‘segrete’ viola. In quel mondo così inscalfibile e intoccabile, sintomo di un calcio sempre meno a contatto con le persone (e con la realtà) si implora aiuto, benevolenza, perfino compassione al pubblico. E si ammette neanche troppo tacitamente di esser piccoli, deboli, impauriti e incapaci di risolvere con le proprie mani le proprie magagne.

Perché l'ambiente che ha accompagnato il triste match di giovedì sera francamente pareva tutto fuorché quello della resa dei conti, della contestazione, dei cori o dei fischi. Chi c'era ha vissuto tuttalpiù qualche mugugno, qualche mormorio in seguito al settantaquattresimo passaggio sbagliato o al trentaduesimo cross calibrato male. Del resto in campionato la Fiorentina non vince dal 25 maggio, non vorrai mica essere esasperato? 

La realtà è che un'accozzaglia così vuota di personalità e leadership (caratteriale ma anche tecnica però, perché Dzeko è un meraviglioso campione del calcio degli almanacchi, non di quello attuale) non si era mai vista. Un gruppo che forse giocherebbe ‘libero’ solo a porte chiuse. Al pubblico non puoi certo chiedere di comportarsi robot-ticamente, come se i primi quattro mesi di stagione non esistessero. Tralasciamo le ragliate populiste che piovono da fuori Firenze, atte a incolpare l'ambiente: un ritornello talmente stucchevole che non andrebbe neanche citato.


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