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Fabio Paratici
Fabio Paratici. Foto: Vicario/Fiorentinanews.com

Due ali per spiccare il volo, due incursori per scardinare le difese, un centrale pieno di esperienza. Questo è stato il mercato invernale della Fiorentina, chiamato anche “mercato di riparazione”. E in Casa Viola da riparare c'era parecchio: dalle perdite dell'impianto idraulico alle crepe nei muri, dagli spifferi delle finestre al riscaldamento in tilt. 

L'"Impresa Paratici" per rimediare ai danni

Per rimediare ai danni combinati da allenatori passati e presenti e da una catastrofica dirigenza societaria, è stata chiamata la pregiata ”Impresa Paratici”. Situazione da mani nei capelli, ma clima da “arrivano i nostri”. Così ecco gli acquisti dalla Premier League – calcisticamente la creme de la creme – e da tre squadre (Atalanta, Bologna e Juventus) non da bassifondi di classifica (come quasi tutti gli arrivi estivi). 

Brescianini e Fabbian sembravano arrivati da Marte

Il risultato? L'ennesima, cocente, delusione. Brescianini e Fabbian girovagano per il campo senza arte né parte. Come se fossero arrivati qualche ora prima da Marte e avessero ancora da smaltire il jet leg. Dovevano essere la chiave di volta per aumentare l'anemica forza offensiva viola, al momento stanno facendo rimpiangere nientepopodimeno che Richardson e Sohm.

Gli ‘inglesi’

E che che dire dei due “inglesi”? Harrison tanta buona volontà, ma mai una volta che salti l'avversario e sempre alla ricerca (finora vana) di riuscire a utilizzare il “piede invertito”. Meglio Solomon, che, nell'oscurità del gioco viola, qualche lampo lo ha mostrato. Lo favorisce il contesto perché, più o meno, il suo apporto è quello del vituperato Sottil. Comunque di lui dovremo fare a meno per diverse partite e ne sentiremo la mancanza.

E su Rugani…

Infine Rugani... e qui mi fermo. Perché all'idea di poter recriminare perfino per l'addio di Pablo Marì, mi viene da piangere.


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