​​

“Vogliamo portare la Fiorentina al livello di Firenze”, è una delle tante frasi pronunciate in una sorta di discorso di insediamento pronunciato via media ufficiali da parte di Joseph Commisso. Un concetto che ha ripreso in toto quello espresso nel 2019 dal padre Rocco, accolto in trionfo al Franchi dopo l'acquisto della società. L'idea di base è sempre legata al grande affetto per la città e per la sua storia e il binomio con la squadra di calcio veniva e viene naturale.

In questi sette anni però la Fiorentina ha tutt'altro che primeggiato o brillato: sì le tre finali, di cui due in Conference (coppa neocostituita e perfetta per illudere il calcio mediocre di periferia) e il Viola Park, scoperto solo in questi giorni dal figlio di Rocco, ma ora servono fatti più concreti perché sì, l'insediamento di Joseph è ‘vecchio’ solo di qualche giorno ma la gestione della sua famiglia è al suo settimo anno. E non si può certo indulgere come se fosse fresca di acquisizione. Tempo, occasioni (e soldi) ne sono stati sprecati a bizzeffe. Intanto la salvezza, poi urgono fatti immediati, con il presidente che nelle prossime ore tornerà in America.


💬 Commenti (7)