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Fabiano Parisi

Tra i temi caldi della settimana, in casa Fiorentina si è parlato molto di Parisi: sul Corriere dello Sport si legge come il terzino campano sia ormai diventato un insostituibile per Vanoli, che lo ha schierato dal 1' in dodici delle ultime quattordici uscite viola. Adesso, però, arriva l'esame di maturità.

Finalmente sbocciato

Se è vero che Parisi sta vivendo il suo miglior momento della carriera a livello di prestazioni, come attestato anche da Fabregas dopo la vittoria della Fiorentina sul Como, è altrettanto vero che l'ex Empoli si è guadagnato la sua centralità nella rosa viola dopo due anni e mezzo di 'gavetta': prima facendo la riserva di Biraghi, poi quella di Gosens, due figure di riferimento nelle rispettive squadre che hanno capitanato. Solo l'arrivo di Vanoli ne ha però fatto venir fuori le migliori caratteristiche: il Parisi di oggi eccelle in conduzione, sa giocare a piede invertito, si è reinventato esterno di attacco. Così lo ha modellato il tecnico della Fiorentina, che ora se lo gode.

Lente d'ingrandimento

Poco importa l'autogol arrivato contro il Como, fortunatamente inutile ai fini del risultato: la vera macchia sulla prestazione di Parisi in riva al lago è arrivata sul piano delle simulazioni, da lui spesso accentuate e che, in relazione alle scaramucce con Addai, hanno portato gli occhi di tutta Italia sulle ‘sceneggiate’ del terzino della Fiorentina, in un weekend dove il tema è stato ampiamente discusso. Vanoli stesso glielo ha detto chiaramente: adesso gli arbitri lo terranno d'occhio, già a partire dalla sfida contro il Pisa. Per scacciare le polemiche, c'è solo un modo: serve continuità di prestazioni.


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