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Grosso Vanoli

La sconfitta contro il Genoa riapre gli interrogativi sulla Fiorentina e sulle difficoltà di una squadra ancora alla ricerca di un’identità. Nel suo commento sul Corriere Fiorentino, il giornalista Ernesto Poesio invita ad andare oltre le spiegazioni offerte finora.

Preoccupazione e alibi

“Stupore e arrabbiatura si sono un po’ attenuati. La preoccupazione per una squadra che ancora non riesce ad essere tale dopo quasi quattro mesi di lavoro al Viola Park invece rimane. E non può essere nemmeno più di tanto un alibi la carta d’identità che Vanoli (e tutta la Fiorentina attraverso messaggi più o meno ufficiali) si è subito affrettato a mettere sul tavolo”.

“Una spiegazione superficiale”

La giovane età della rosa, dunque, non basta a spiegare le difficoltà collettive. Ma Poesio mette in discussione anche la lettura che aveva attribuito esclusivamente al precedente allenatore le responsabilità della partenza negativa: “Era bastato il pareggio contro un Napoli infarcito di assenze per rafforzare la superficiale spiegazione che tutta la responsabilità dell’inizio di stagione choc fosse di Grosso. Un racconto, tra l’altro, agevolato dal fatto che dell’ex tecnico viola si sono perse le tracce dal giorno dopo l’esonero. Evaporato, scomparso, quando invece sarebbe stato utile conoscere anche la sua versione per capire i problemi di questa Fiorentina. Approfondire, chiedersi il perché di questo perenne ritorno nella palude”.


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