La sentenza definitiva sulla stagione di Parisi, ma l’anno delle risposte sarà il prossimo. La Fiorentina ci crede o è stata l’ennesima operazione senza una logica?

Giulio Dispensieri  | 
Fabiano Parisi seduto in panchina. Foto: Fanfani/Fiorentinanews.com

Non giriamoci intorno: la panchina di Parisi contro il Maccabi Haifa è stata probabilmente la sentenza definitiva sulla sua stagione. Questo non significa che l’ex Empoli non giocherà più da qui a fine anno, ma di certo non si può dire che il suo utilizzo e onestamente anche il suo rendimento abbiano rispettato le attese. “Si alternerà con Biraghi”, si diceva quando arrivò, ma la verità è stata un’altra. A quelle famose partite in un ruolo non suo, costellate di errori che probabilmente l’hanno buttato giù anche a livello mentale, sono seguite pochissime apparizioni a favore di una titolarità praticamente indiscussa del capitano.

Il capitano non si tocca

Al netto dei giudizi personali, era impensabile che Biraghi sarebbe stato messo in discussione da un momento all’altro. Certo, esiste una via di mezzo tra questo e le sole quindici presenze dal primo minuto di Parisi tra campionato e coppe, ed è qui che la situazione appare poco chiara. La risposta, forse, è semplicemente tecnica: l’ex Empoli non dà a Italiano le stesse garanzie di Biraghi. Oppure, vedendola da un’altra prospettiva, per l’allenatore è troppo importante avere in campo il capitano anche per questioni di esperienza e leadership.

L’anno prossimo sarà quello delle risposte

Il giudizio sulla stagione di Parisi, qualunque cosa succeda da qui a maggio, non cambierà. L’anno delle risposte semmai sarà il prossimo: se la Fiorentina crede davvero questo ragazzo, come lasciava presagire l’operazione che tutti hanno apprezzato in estate, qualcosa dovrà cambiare. A novembre Parisi compirà 24 anni, e al netto della mentalità italiana non sarà più una giovane promessa. Il talento non scompare da un giorno all’altro, ma in questo momento il ragazzo va recuperato tecnicamente e mentalmente: se la società lo vorrà, capirà di avere in casa l’esterno sinistro per i prossimi cinque anni. Altrimenti sarà l’ennesimo acquisto della gestione Commisso fatta senza una logica. 

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