Ferrari: "Vogliamo costruire fondamenta solide per la Fiorentina del futuro. Ecco come scegliamo i giocatori"
Alessandro Ferrari, dg della Fiorentina, ha parlato al Festival dello Sport di Trento dei 100 anni della società viola. Queste le parole raccolte da tuttomercatoweb.com.
Sui momenti emozionanti del centenario
“Ce ne sono stati davvero tanti. Abbiamo iniziato a ricordarlo da luglio e andremo avanti fino a dicembre, partendo da quando siamo stati in piazza con i tifosi. Catherine e Giuseppe Commisso sono stati travolti dall’entusiasmo dei tifosi. Hanno parlato di continuità e di un sogno che Rocco Commisso ha iniziato. La serata al Franchi è stata bellissima. Invitare tanta gente che ha lavorato alla Fiorentina e che magari mancava da 20-30 anni. Rui Costa? Ci siamo scritti per un paio di giorni e poi mi ha scritto: “Domani vengo”. Mi ha ringraziato dicendo: “Non hai idea di quanta voglia abbia di tornare a Firenze e rivedere i tifosi”. È importante capire i valori di questi cento anni di storia. Giuseppe Commisso ha voluto che fosse un momento di ritrovo per tutti. Cercheremo di fare in modo di non deludere nessuno”.
Su Rocco Commisso
“Ci è mancato tantissimo, sarebbe stata la persona più felice del mondo e ci sarebbe stato di grande aiuto perché prendeva decisioni con molta decisione e facilità. Moglie e figlio hanno deciso di continuare il suo sogno. Il centenario è stato festeggiato cercando di non dimenticare nessuno e lui ne sarebbe stato felice”.
Sulla società
“Avere una società così seria alle spalle ti mette nelle condizioni di poter fare del tuo meglio. Abbiamo speso tanto quest’anno, il presidente ci ha dato fiducia e ora dobbiamo ripagare la sua fiducia. Rocco, assieme a moglie e figlio, si era accorto che mancavano le strutture: gli uffici erano sparsi, i campi erano al limite. Assieme a Joe Barone hanno trovato questi terreni e ne hanno fatto una specie di campus americano. È un bel posto, tutti quelli che arrivano dicono che è bellissimo. Oggi c’è un centro sportivo dove i ragazzi possono crescere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche da quello umano. Ragazzi e ragazze sono sempre stati nel suo cuore. Passava il tempo al Viola Park, prendeva i ragazzi sulle ginocchia e gli chiedeva tutto: da come mangiavano a come dormivano, se mancasse loro qualcosa. Tutte quelle attenzioni che aveva le ha trasmesse a noi, che proviamo oggi a portarle avanti”.
Sulle decisioni da prendere
“Abbiamo sempre parlato insieme delle possibilità per far superare le difficoltà alla Fiorentina nei momenti difficili. È stato così quando abbiamo deciso di cambiare Vanoli, come poi nel prendere Fabio Paratici. Ci si confronta sempre cercando di valutare assieme pro e contro di ogni persona da prendere per la Fiorentina. Vanoli aveva già fatto bene qui, ha una carica pazzesca ed è qui con noi. Paratici ha fatto esperienze italiane e internazionali importanti. Siamo una squadra che vuole arrivare lontano. La scelta dei giocatori? Mettere le basi per partire con fondamenta solide. Il mix è fra giovani e giovani internazionali che possano crescere ulteriormente da noi, che si possano trovare bene l’uno con l’altro. Paratici arriva da un’esperienza fuori dall’Italia e abbiamo avuto la possibilità di andare a vedere anche profili più lontano. L’età, le prospettive e la funzionalità nel nostro gruppo sono ciò che cerchiamo. Mettiamo le basi per i prossimi anni”.


