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Giuseppe Commisso

Un'alluvione di retorica recitata in inglese e sottotitolata in italiano. Dura quasi un quarto d'ora il lungo messaggio del presidente Joseph B. Commisso alla “Nazione viola”, diffuso dalla Fiorentina. Si fa un uso generoso di termini come orgoglio, passione, ambizione, forza, valori, sacrifici, sogno. Leggendo il testo è tornato in mente il refrain di una famosa canzone della grande Mina: parole, parole, parole, soltanto parole, parole fra noi.

Quante parole… e mai un'autocritica

E fra tante parole, non ne è comparsa neanche una di autocritica. Qualcuno avrebbe addirittura voluto delle scuse. Non è il mio caso: delle scuse non so che farmene. Mi sarebbe piaciuto, invece, ascoltare un'analisi — magari accorata, ma schietta — degli errori individuati e, quindi, da non ripetere in futuro.

Oppure non ci sono stati errori per Commisso?

O forse per il presidente non ci sono stati errori? Il dubbio viene, perché il testo è invece pieno di ringraziamenti per dirigenti, allenatore, staff e giocatori. Tutti bravi a conquistare il nuovo record di cui, evidentemente, Commisso Junior va fiero: “La Fiorentina è la prima squadra nella storia della Serie A a ottenere la salvezza dopo non aver vinto nessuna delle prime 15 partite di campionato”. Parole sue, non mie, anche se sembra una battuta della Gialappa's Band.

Sguardo al futuro… con concetti arrivati troppo tardi

Ma “scurdammoce 'o passato” e guardiamo agli scenari futuri delineati: “Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club... La Fiorentina non è soltanto una squadra. La Fiorentina è appartenenza. La Fiorentina è famiglia. La Fiorentina è Firenze stessa... La salvezza non può essere la destinazione della Fiorentina”. Sempre parole del presidente. Ma questo avrebbe dovuto essere ben chiaro fin dal 2019, quando Rocco B. Commisso acquistò la società. Sette anni in cui è stato fatto scempio di questi concetti.

Il proposito è di buon auspicio: prendiamola in parola

Ora JBC annuncia: “Non penseremo in piccolo. Non permetteremo ai momenti difficili di definire il futuro di questo club. I nostri sogni devono essere degni di Firenze”. Ottimo proposito, lo prendo in parola. Faccio presente che Firenze, nella storia, è stata capitale dell'arte, delle scienze, della letteratura e della finanza a livello internazionale. Tuttora, nonostante un innegabile declino rispetto ai fasti passati, è stabilmente sul podio, insieme a Roma e Venezia, delle città italiane più ammirate nel mondo.

Insomma, la città è da sempre in zona Champions League. A buon intenditor...


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