Non ci sono più parole

La situazione della Fiorentina è sportivamente drammatica e incerta e assume tratti di mistero grottesco. Con tutta la schiettezza necessaria, Joseph Commisso sembra tutto tranne che il presidente di questo club. Nell'effettivo la Fiorentina dà l'impressione di essere un club senza presidente. Con tutto il rispetto per la sofferenza scaturita dal lutto di Rocco (e tutto questo, sia chiaro, non c'entra un briciolo con la situazione personale) e proprio in ragione del rispetto nei confronti dello stesso Joseph, fa tristezza.
Cos'è cambiato in effetti?
Joseph Commisso sembra non alterare affatto le condizioni di un club in mano a mezze figure avide di potere e insignificanti agli occhi della passione. Perché tra tutti gli interessi che possono avere, non c’è la prosperità sportiva del club. Dunque qualunque richiesta al nuovo presidente su un piano maggiormente pratico sembra essere superflua, lascia il tempo che trova. Perché c'è una grave distanza di retroterra culturale, che forse è incolmabile proprio in ragione dell'impostazione del pensiero. Non si spiegherebbe altrimenti un’alienazione simile da parte della comunicazione “istituzionale” della Fiorentina rispetto alla situazione effettiva.
Un'impostazione difficile da cambiare
Le lacune di conoscenza calcistica (comprensibili per un presidente) possono essere mediate dalla capacità di contornarsi di competenza e di scegliere la meritocrazia. L’impegno di questa proprietà e in primis di Rocco Commisso è certamente riconosciuto, seppur in modalità profondamente limitanti e controproducenti. Infatti qui è nato l’errore della
logica di azienda familiare nella gestione della Fiorentina, ora in mano a eccessiva noncuranza dei suoi primari interessi, sbagliando infatti criteri e poi persone.
Resta solo una decisione drastica
La realtà è che ormai non c’è più tempo per le buone intenzioni senza il ripristino delle condizioni, fattore già reso impossibile dalle scelte che la dirigenza ha preso. Dunque se l’unica soluzione di rinnovamento e ristrutturazione può essere una fase transitoria per un passaggio di proprietà, sarebbe un’ipotesi (se non da percorrere) quantomeno da valutare. Tenere in ostaggio la Fiorentina in questo modo, pericolante sul burrone Serie B e senza un minimo straccio di prospettiva futura, è oltraggioso.
Adesso basta
Le speranze nel breve periodo non cessano di esistere per la “sopravvivenza”, che si chiama salvezza. E il mercato non ha aiutato, è stato più di distruzione che di riparazione e sommato agli errori in estate (certamente ferite più profonde) sposta pochissimo. Ma la vera concreta speranza è che questi, in un futuro, possano essere ricordati come gli anni più umilianti, anonimi e frustranti della vita di un tifoso della Fiorentina. La fiducia pericola: servirebbero una proprietà e una dirigenza più allineate alle priorità di una squadra di calcio, soprattutto se è quella di Firenze, che possiede bellezza e qualità di spirito critico (seppur forse non in maggioranza numerica) che meritano ben altro. Altre parole non vengono. Perché non ci sono più parole.

