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Joseph Comisso Stadio

Archiviata con infamia la stagione calcistica appena terminata e nauseati dai bilanci fallimentari del settennato firmato Commisso, voltiamo lo sguardo al futuro. Il primo auspicio era quello di vedere in panchina un allenatore che potesse portare qualcosa alla Fiorentina e non il contrario (Grosso, tanto per essere chiari, a mio avviso appartiene alla seconda categoria). Il secondo è vedere una rosa rivoluzionata soprattutto con tanti addii e pochi arrivederci (ma non sono ottimista in merito data la bassa qualità dei protagonisti e gli alti ingaggi concessi). 

Una frase da non leggere più

Il terzo, sul quale voglio soffermarmi, è non ascoltare o leggere più la frase “se la Fiorentina avesse lo stadio di proprietà...” come sorta di taumaturgica condizione per inimmaginabili successi o come giustificazione per quelli mancati.

Il campionato appena concluso vede nei primi cinque posti della classifica Inter, Napoli, Roma, Como, Milan. Nessuna di queste società possiede lo stadio. La Juventus, unica in Italia ad essersi costruita un nuovo impianto, è arrivata sesta, Non solo: i bianconeri non vincono lo scudetto dal 2020. Da allora ad oggi hanno trionfato squadre “senza stadio” Inter, Napoli e Milan.

E se l'Atalanta, con lo stadio di proprietà acquistato, può vantare una indubbia crescita sportiva, mi pare che per Udinese e Sassuolo non si possa affermare altrettanto.

Una fesseria

Insomma che lo stadio di proprietà dia un apporto di immagine e economico, è certificato, ma che sia un elemento indispensabile per vincere è una fesseria, un'arma di distrazione di massa. Infatti in tanti ci credono o fingono di crederci. In realtà più che uno “stadio di proprietà” serve una “proprietà da stadio”, più interessata al calcio che al calcestruzzo.


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