Jacopo Vicini
Jacopo Vicini

Il marchio di fabbrica della verticalità si è visto anche ieri e sembra ormai rappresentare la strada intrapresa dalla Fiorentina con una certa decisione: dalla seconda metà di ottobre si è consumata la mutazione tattica di Italiano, che ha snellito e velocizzato la sua Fiorentina. Era quanto gli richiedeva l'ambiente e quanto rivendicavano risultati e prestazioni sconcertanti di inizio stagione. E di questa evoluzione ne hanno beneficiato in particolare due elementi: Ikoné e Dodô. Nel primo test di ieri si sono proposti entrambi, in spazi forse mai trovati prima e non è un caso che entrambe le reti siano nate da azioni sulla destra: la seconda in particolare con una grande accelerata dell'ex Lille.

La gran differenza che si palesa pensando a Ikoné è un po' quella della continuità, anche in test non ufficiali: in estate il francese appariva molto svagato e poco concreto. Alla ripresa di inizio dicembre invece si è rivisto un calciatore che sembra poter dare seguito a quanto fatto vedere nelle ultime settimane pre sosta. Con lui e con un po' di continuità anche fisica da parte del brasiliano, la Fiorentina potrebbe trovare veramente delle armi quasi sconosciute fin qui.


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