Cedere De Gea una strada senza logica. Avanti con lo spagnolo anche per il bene di Martinelli

Cedere David De Gea in questo mercato non è un'opzione. O almeno, non lo sarebbe nell'ordine logico delle cose. Vi spieghiamo perché. Il portiere spagnolo ha ancora due anni di contratto con la Fiorentina e ha più volte ribadito di stare bene a Firenze. Martinelli, attualmente in prestito alla Sampdoria, ha bisogno di fare ulteriore esperienza in una piazza importante come quella blucerchiata, perché tornare in viola nella stagione del rilancio lo caricherebbe di pressioni esponendolo al rischio di bruciarsi prematuramente.
Come crearsi un problema
Data per buona la permanenza di Martinelli alla Sampdoria, o in qualunque altro club gli garantisca la titolarità per l'intera prossima stagione, cedere De Gea significherebbe trovare un sostituto. E se l'intenzione (giusta) è di puntare su Martinelli a partire dal 2027, significherebbe trovare un sostituto per un solo anno. Quale portiere di buon livello accetterebbe di venire a Firenze per una sola stagione? E quanto sarebbe alto, al contempo, il rischio che la presenza di tale portiere andrebbe poi a ostacolare il rientro di Martinelli?
La soluzione in casa
La risposta è facilissima: sostituire De Gea adesso, oltre che illogico (scordatevi Vicario, Falcone o Caprile, già tutti indirizzati verso una big), sarebbe anche cronologicamente inopportuno. Al contrario, la sua permanenza risulterebbe perfetta per i piani della Fiorentina: ancora una stagione con De Gea che poi, se vorrà, potrà onorare il suo ultimo anno di contratto per fare da chioccia a un Martinelli che, dopo un intero campionato da titolare in Serie B o perché no in una bassa Serie A, sarebbe davvero pronto per raccoglierne l'eredità.



