La carota non è servita, è il momento di usare il bastone. L'aspetto che fa più paura è che...

Difficile pensare ancora alla Coppa con la situazione in campionato sempre più delicata. Sempre più delicata a livello di sensazioni perché, per quanto riguarda la classifica, per la prima volta la Fiorentina sarebbe salva dopo tanto tempo. Però la partita con il Parma, a livello di opinione pubblica, ha lasciato pessimismo a valanga. E anche tanti dubbi, sui calciatori, sulla fame di salvezza, sull’allenatore, anche sul nuovo dirigente Paratici che per tanti non ha ancora inciso.
Basta carota
Non sappiamo cosa accada nelle segrete stanze. La Fiorentina, intesa come società, sembra aver scelto la linea di parlare poco, almeno pubblicamente, anche nei dopopartita. L’opposto di quando c’era Pradè, che spesso a fine gara ci metteva la faccia, anche in momenti delicati. La speranza è che invece, al chiuso dello spogliatoio, si parli tanto e si usi anche il bastone con dei calciatori che stanno regalando la parte peggio di loro. La carota fin qui non è servita.
La partita di lunedì a Cremona sarà fondamentale, mentre oggi per forza di cose Vanoli dovrà usare lo stesso metro dell’ultima volta. Dentro tante seconde linee, davanti sarebbe bene mettere uno tra Fabbian e Braschi, facendo riposare magari Piccoli e sperando di recuperare presto Kean e che la Fiorentina per la gara di ritorno sia ancora in corsa per andare avanti. Ma in questo momento, davvero questa è la cosa che interessa meno.
L'aspetto che fa più male
Quello che fa più male, anche nel giudicare certe prestazioni, è che questa squadra è assolutamente imprevedibile. Non ha continuità, non sembra avere la forza di rialzare la testa anche quando i risultati le danno ragione, non sembra avere un’anima e una forma propria. E in questo l’allenatore, che comunque ha fatto meglio di Pioli fino ad oggi (ricordiamolo ogni tanto), sembra non riuscire più a cambiare le cose.
Per questo diciamo e scriviamo che ormai, davvero, occorrerà giocare partita dopo partita, punto a punto, senza sperare di salvarsi prima dell’ultima giornata, perché sarà difficilissimo. Una Fiorentina che sarà sul fino di lana fino alla fine e che dovrà ottenere i punti salvezza anche in partite sulla carta più proibitive. Occorrerà, tutti, tapparsi naso e bocca fino alla fine. Ingoiare prestazioni oscene, appellarsi ad un po’ di buona sorte e a qualche giocata dei singoli per poi voltare davvero pagina.
Gennaio non ha guarito la squadra ma…
La retrocessione sarebbe una disfatta per tutti, in primis per la storia di una Fiorentina vicina a festeggiare i primi 100 anni di vita. Non esistono più scosse da dare, se non l’ultimo cambio di allenatore se davvero la situazione dovesse deragliare per provare a fare l’ultimo tentativo. Vedremo. La testa è solo a lunedì e non potrebbe essere altrimenti. Al di là delle parole di circostanza è così, anche se come ci insegna il calcio vincere aiuta a vincere. Questa squadra evidentemente è stata costruita male e gennaio non l’ha guarita, ma si può ancora salvare.



