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Questo pomeriggio il giornalista de La Nazione Angelo Giorgetti, durante un collegamento con Radio Bruno, ha avuto modo di analizzare alcuni dei temi caldi in casa Fiorentina: dalla prossima partita casalinga con l’Atalanta ai cambiamenti tattici di Vincenzo Italiano. Queste le sue considerazioni:

La cosa che mi ha impressionato della Fiorentina contro il Poznan è che sul 4-1 i viola hanno continuato ad attaccare "come se non ci fosse un domani”: si è permessa in molte occasioni di andare in avanti con 5-6 giocatori ad ogni azione. Questo lo si fa soltanto quando si è in grande fiducia e quando si ha una gran voglia di giocare a calcio, questo credo sia l’aspetto più positivo. Se ripensiamo alla Fiorentina fine febbraio, e i tristi risultati raccolti in quel periodo, non ricordo di aver visto un cambio di prospettiva così netto in una singola stagione. C'è stato in cambio di ritmo straordinario, è sono convinto che questo sia un elemento che sarà ricordato in futuro. Adesso la Fiorentina di Italiano esprime un calcio gioioso, rispecchia l'idea di una squadra che si sente bene. Per questo credo che dovremmo essere molto ottimisti”.

Ha poi concluso parlando di Italiano: "Sappiamo come nel calcio parlano sempre i risultati, e che i meriti sia di tutti. Ultimamente il tecnico ha dato la dimostrazione di non essere più l’integralista della scorsa stagione, rivelandosi al contrario tutt'altro. Ha avuto la bravura di trovare nuove soluzioni, di  cambiare e ricalibrare le posizioni di alcuni giocatori in campo. Poi ovviamente ha trovato giocatori nuovamente in forma straordinaria, uno su tutti Dodò. Ora che la Fiorentina va bene, c'è il concorso di tutti. Anche nei momenti difficili, si percepiva che Italiano fosse un grande motivatore. È un grande merito per un tecnico. Questa squadra non ha limiti e non se li pone. In Europa ha segnato 30 goal e anche in Serie A adesso segna. Neanche la Fiorentina li conosce. La cosa migliore per il club è la possibilità di convincere i giocator. Ha fortificato le basi, ritrovando la forza interna che a lungo le è mancata”.

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