Tutti gli errori di una dirigenza lontana dalla realtà. Italiano, invece di essere ringraziato, si trova con un esterno in meno e un gruppo sempre più demotivato

Scritto da Marco Dell'Olio  | 

Non capire che questa Fiorentina aveva dato il massimo, che aveva fatto più del possibile: questo è stato l’errore più clamoroso. 

Ma sarà davvero stato un errore? O una cosa voluta, o quantomeno contemplata, da mettere tra le possibilità? Spiace, perché c’era la possibilità di crescere, di approfittare di una stagione dove le grandi stanno steccando, del grande lavoro del tecnico portato avanti in questi anni. Spiace perché avevamo creduto e pensato che Commisso potesse fare qualcosa di più. Provando, sforzandoci di credere anche alle parole di Barone, che si auto professa sempre come un grande intenditore di calcio. Purtroppo in questo momento stiamo vedendo una dirigenza più brava ad organizzare gli aperitivi anni ‘70 al Viola Park (sempre se sei nella lista dei buoni ) che a fare calcio. 

Un esterno in meno, altro che grazie

Italiano, invece di essere ringraziato, si trova con un esterno in meno e un gruppo sempre più demotivato. Spendendo zero a gennaio, senza dare benzina ed energia ad uno spogliatoio che (lo avrebbe capito perfino Cognigni) andava motivato, aiutato.

Conosciamo già il finale se le cose non dovessero andare bene, come può anche accadere. Le colpe saranno date all’allenatore, e i giocatori finirebbero inevitabilmente nel mirino. 

Una guerra infinta

Quella della Fiorentina è una dirigenza evidentemente concentrata a fare una guerra infinita e inconcepibile verso tutto e tutti,  risultando antipatica a molti. Siamo indubbiamente dispiaciuti per questo, perché l’arrivo di Commisso, i suoi primi passi fiorentini, la capacità di restituire sorrisi ed entusiasmo al popolo gigliato, erano piaciuti tantissimo. 

Oggi, a distanza ormai di qualche anno, a meno di clamorosi cambi di rotta (soprattutto nelle modalità) siamo delusi. Perché non vediamo volontà di cambiare, anzi. Una cosa però sappiatela: Firenze, al di là dei risultati sportivi, ha sempre avuto un grande sesto senso e ha sempre messo davanti le persone ai successi. Sarà così sempre. 

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