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Questo pomeriggio il centrocampista della Fiorentina Cher Ndour ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del Pentasport. Questi i temi toccati dal classe 2004: 

“Mi hanno lasciato tantissimo. Prima di tutto dal punto di vista umano, perché conoscere culture diverse e imparare più lingue ti apre la mente. Poi anche calcisticamente: ho conosciuto campionati diversi, allenatori diversi, metodi di allenamento differenti e compagni con caratteristiche differenti. In Turchia il calcio è diverso rispetto a Parigi o al Benfica. Cercare di prendere qualcosa da ogni esperienza mi ha aiutato a diventare un giocatore più completo. Naturalmente devo ancora crescere sotto tanti aspetti e spero di continuare a migliorare".

“Luis Enrique ha segnato la mia carriera”

Ha poi spiegato quale allenatore lo ha aiutato maggiormente nel suo personale percorso di crescita: "Direi che ognuno mi ha lasciato qualcosa, però mi è rimasto particolarmente impresso Luis Enrique al Paris Saint-Germain. Era bravissimo a creare il gruppo, che forse era proprio quello che era mancato al PSG negli anni precedenti, C'erano tantissimi campioni, ma nop erano mai riusciti a vincere tutto quello che avrebbero potuto. La cosa che mi ha colpito di lui è il modo in cui trattava tutti allo stesso modo. Se doveva dire qualcosa a Kylian Mbappé, gliela diceva esattamente come la diceva a me, che avevo 18 anni. Lo stesso valeva per Dembélé, Hakimi e tutti gli altri. Credo che nel calcio siano pochi gli allenatori capaci di comportarsi così e, allo stesso tempo, pochi i giocatori disposti ad accettarlo. Lui è stato davvero bravo a creare un gruppo vero e i risultati poi gli hanno dato ragione”.

“L'anno scorso è andata come è andata, ma adesso ci sono tanti fattori positivi”

Ha poi spiegato come si possa superare una stagione negativa come la scorsa: "La cosa bella del calcio è proprio questa: ogni domenica hai un nuovo esame. L'anno scorso è andata come è andata. Nel finale ci siamo un po' ripresi, ma ormai quella stagione è archiviata. Adesso c'è un allenatore nuovo, sono arrivati giocatori importanti, c'è un ambiente diverso e dobbiamo ripartire dalle basi che ci sta trasmettendo il mister. Poi ci sono tanti altri fattori positivi: il centenario, la nuova curva che speriamo possa essere pronta il prima possibile, l'entusiasmo della città. Sono tutte cose che possono aiutarci a costruire una stagione importante, sia per noi sia per tutto l'ambiente fiorentino”.

“Adesso è tornata nuova serenità all'interno dello spogliatoio”

Ha parlato poi dello spogliatoio: "C'è serenità e, secondo me, è fondamentale. Se arrivi al campo sereno, fai colazione sereno, vai in palestra sereno, lavori con i fisioterapisti con serenità, tutto diventa più semplice anche per chi lavora intorno alla squadra. Poi, ovviamente, c'è grande professionalità e tanto impegno da parte di tutti. Stiamo lavorando davvero molto bene, sia la mattina sia il pomeriggio. La mattina il lavoro è più fisico e impegnativo, mentre il pomeriggio c'è più spazio per il lavoro con il pallone. E divertente, ma allo stesso tempo molto serio e professionale”.

“Voglio mettermi a completa disposizione del mister”

Ha poi parlato dei suoi obiettivi personali: "In realtà non sono uno che pensa troppo al lungo periodo. Preferisco concentrarmi sugli obiettivi a breve termine. Adesso penso ad allenarmi bene, a capire fino in fondo le idee del mister, perché propone un calcio molto positivo, diretto e verticale, che rispecchia parecchio le mie caratteristiche. Mi sto mettendo completamente a disposizione. Credo che, con il lavoro e con l'impegno, tutto torni. Spero che questa possa essere una stagione importante, non tanto quella della consacrazione definitiva, ma un altro passo avanti nella mia crescita, sia come calciatore sia come uomo”.


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