Chi sono i titolari ormai lo abbiamo capito, ma la Fiorentina non può prescindere dal turnover. E ora Italiano ha bisogno di aiuto

Giulio Dispensieri  | 
Beltran stringe la mano a Italiano. Foto: Fanfani/Fiorentinanews.com

Sul tema turnover, nel corso di questi anni non sono mancate le critiche nei confronti di Vincenzo Italiano. E siamo pronti a scommettere che molti, leggendo la formazione della Fiorentina contro il Sassuolo, abbiano storto il naso nel vedere Beltran in panchina oppure Mandragora in campo dal primo minuto. La situazione attuale, però, non potrebbe essere più diversa da quelle che si sono manifestate in passato.

Rotazioni necessarie

La mente potrebbe tornare a quel famoso Empoli-Fiorentina in cui Italiano rivoluzionò quasi completamente la squadra, oppure ad altre occasioni dove il turnover ha fatto discutere. I tempi adesso sono cambiati, ed è evidente che il tecnico vorrebbe mettere in campo sempre gli stessi giocatori (ormai abbiamo capito quali) ma a volte deve arrendersi a certi fattori che non si possono ignorare. Su tutti la condizione fisica e il recupero delle energie, fondamentali soprattutto nei periodi della stagione più ricchi di impegni.

Alternative inesistenti

Ecco allora che Lucas Beltran, ormai chiaramente il centravanti titolare, non le potrà giocare tutte. E così Arthur, Duncan, Kayode, Bonaventura, Nico Gonzalez, tutti giocatori che rappresentano delle sicurezze per Italiano. Se al centro della difesa Milenkovic, Martinez Quarta e Ranieri stanno dando garanzie permettendo una rotazione, negli altri ruoli purtroppo non è così. Ed è qui che emerge, prepotentemente e tristemente, il tema delle alternative. Quelle che ad oggi mancano alla Fiorentina, e che le impediscono di ambire a un vero salto di qualità.

Urgono rinforzi

Non sono teorie, ce lo ha dimostrato il campo: quando entrano in campo giocatori come Mandragora, Maxime Lopez, Brekalo, Nzola e purtroppo quest’anno anche Barak, quasi sempre il livello si abbassa e di conseguenza le prestazioni della Fiorentina. Il bravo dirigente è quello che davanti a tre 1-0 consecutivi esulta, sì, perché vincere in quel modo forse è ancora più bello, ma al tempo stesso riflette e capisce che c’è bisogno di intervenire perché le cose non sempre gireranno per il verso giusto. L’obiettivo deve essere rinforzare la squadra, e non basta certo Faraoni. Ci sperano i tifosi, ci spera soprattutto Vincenzo Italiano

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