De Rossi avvisa il Genoa: "La salvezza è ancora molto lontana. Spiace non ricevere la consueta accoglienza dei laziali. Sarri un maestro"
Questo pomeriggio alla viglia della sfida di campionato di domani contro la Lazio, il tecnico del Genoa Daniele De Rossi ha partecipato alla consueta conferenza stampa, sottolineando come il discorso salvezza non sia assolutamente archiviato per il Grifone. Questi alcuni dei temi trattati dall'allenatore:
“Penso che poi sia necessario ottenere: la salvezza che anni luce lontana ancora. Quando eravamo più in basso facevo l'esempio delle 20-22 partite che mancavano. Alla mezz'ora di Genoa-Verona eravamo 0-1 ed eravamo ultimi in classifica. E non ho mai smesso di dirgli che in poche gare sarebbe cambiato tutto. Ora se pensassero che fosse finita, che siamo salvi, saremmo e sarebbero degli stupidi e mediocri. E sono sicuro che non lo siano. Ma come siamo arrivati in questa posizione che ci fa stare un pochino più tranquilli, in tre-quattro partite è un attimo a tornare. I ragazzi mi sembrano consapevoli di che potenziale abbiano e di che voglia hanno di arrivare alla salvezza il più presto possibile. Siamo convinti di aver fatto il lavoro di cui avevamo bisogno all'interno del quale c'è stato un po' più di tempo libero”.
“A Roma la nostra peggior prestazione finora. Che ci serva da lezione”
Ha anche aggiunto: ”Penso che già nella trasferta di Milano potevamo incappare negli stessi errori. Affrontavamo in trasferta una squadra in salute e molto forte, e siamo stati bravi a portare a casa il risultato finale e la prestazione. A Roma è stata la peggiore prestazione che abbiamo fatto. Penso che sia esperienza e conoscenza di sé stessi e dello stadio. Lo stadio è uno di quelli dove giocano grandi giocatori e la Lazio è una di queste al di là del momento che non è il migliore. Dobbiamo essere consapevoli che una squadra e un allenatore del genere possano ribaltare una situazione del genere”.
“Cambierò qualcosa rispetto all'ultima vittoria contro il Bologna”
Ha risposto anche alle domande sulle possibili formazioni: “Per quanto riguarda gli uomini in campo io faccio sempre una strategia pre-gara, che si riferisce a quello che penso incontreremo in campo. Se trovassimo una squadra che gioca in maniera simile al Bologna non sarei preoccupato a schierare una squadra simile. Anche se la gara contro il Bologna va analizzata bene. Ci sono state delle cose che non hanno funzionato ma nei primi 60 minuti non siamo stati massacrati. Dico le cose che penso in conferenza ma poi leggo delle ricostruzioni che non sono corrette. Il Bologna non ci ha massacrato nei primi 60 minuti. Detto ciò la Lazio gioca in maniera diversa rispetto ai rossoblu. Difende più di reparto rispetto a uomo a uomo. Penso che cambieremo qualcosa ma in base a questo non perché contro gli uomini di Italiano non abbiamo trovato gli spazi che volevamo. Anche se dopo 7-8 minuti avevamo trovato due occasioni per mandare il nostro attaccante a tu per tu con il portiere ma abbiamo sbagliato il passaggio”.
“Ecco come sta Baldanzi"
Un pensiero anche sul neo arrivato Baldanzi: “Ricomincia la fase di riabilitazione perché ha avuto un piccolo infortunio a Roma e nel suo ultimo allenamento a Trigoria una piccola recidiva. Non è stata un'altra lesione ma un piccolo riacutizzarsi del suo problema. Non ho di preciso in testa quanti giorni serviranno ancora. Anche perché il dottore ci dà una data ma lui dice che si sente bene e vuole rientrare. Sicuramente l'atmosfera di domenica al 'Ferraris' non ha 'aiutato' a fargli avere la giusta cautela. Lui vorrebbe giocare già domani. Lo valuteremo di settimana in settimana. Non dovremo commettere errori stupidi per la voglia, per lui, di giocare e, per noi, di riaverlo in campo”.
“Mi sarebbe piaciuto ricevere la consueta accoglienza dei tifosi della Lazio”
Ha anche parlato di cosa prova ad affrontare la Lazio: “Sono molto concentrato su quello che è l'aspetto calcistico. Ritorno in uno stadio e nella città che mi ha visto giocare per tutta la vita, abito a cinque minuti dallo stadio. Ci sarà un piccolo sapore di casa. Stavolta affronteremo la squadra che per me è stata la rivale principale per tutta la vita, ma vestendo una maglia diversa da quella della Roma non lo vivo ciò come un derby ma come una partita importantissima per la nostra salvezza. So che magari icon lo stadio pieno avrei avuto un'accoglienza diversa, ma per come sono fatto io, quando parlo di emozioni, parlo anche di quelle fra virgolette agrodolci. lo mi caricavo di più quando giocavo fuori casa che in casa. Nonostante non ci siano divieti, ma prevalentemente e una scelta loro, mi mancherà anche l'accoglienza spigolosa dei tifosi laziali che mi hanno sempre regalato. Mi sarebbe piaciuto giocare questa partita in uno stadio pieno, nonostante mi avrebbero dedicato qualche coro".
“Non vedo l'ora di riabbracciare Sarri, uno dei piu forti in circolazione”
Ha poi concluso: “lo però sono molto concentrato sul calcio e sulla partita. Nelle prossime due incontrerò. Sarri e Antonio Conte che per me sono due degli allenatori più forti che l'Italia ha partorito calcisticamente negli ultimi trenta o quarant’anni. L'ultima volta che ho incontrato Sarri era a Figline per Figline-Ostiamare, entrambi presidenti delle due squadre. Stavolta ci rincontreremo in Serie A. L'amore per il calcio ci porta in vari posti, ma non cambia la passione e l'interesse per questo sport. Mi fa piacere abbracciarlo in un campo di Serie A, anche se fu bello farlo in un campo di Serie D”.



