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Thorstvedt Sassuolo
Kristian Thorstvedt

Inserimenti, dinamismo e capacità di incidere senza palla: è su questi dettagli che si giocherà una buona fetta della sfida del ‘Franchi’ tra Fiorentina e Sassuolo. In mezzo al campo emergono due profili con caratteristiche simili ma percorsi diversi, pronti a sfidarsi a distanza: Cher Ndour e Kristian Thorstvedt. Entrambi fanno degli inserimenti e della presenza in zona gol un marchio di fabbrica, trasformando il lavoro da mezzali in un’arma offensiva concreta. La Nazione di oggi si concentra sui due giocatori.

La crescita di Ndour

Guardando in casa viola, Ndour rappresenta una delle poche note stabilmente positive in una stagione complessa. La sua crescita è stata costante, sia sotto il profilo tecnico che caratteriale, fino a guadagnarsi un ruolo sempre più centrale. Merito anche del lavoro svolto in Under 21, dove lo staff guidato da Paolo Vanoli e Silvio Baldini ha contribuito a raffinarne le qualità. Oggi Ndour è considerato un punto fermo, con prospettive che lo avvicinano anche alla nazionale maggiore e una conferma in viola che appare tra le più solide.

Thorstvedt voleva la Fiorentina

Sul fronte opposto, Thorstvedt incarna un rimpianto di mercato. A gennaio il centrocampista norvegese avrebbe accolto con entusiasmo il trasferimento alla Fiorentina e sarebbe arrivato di corsa, ma l’intesa economica con il Sassuolo non è mai stata raggiunta. Nonostante ciò, continua a dimostrare il proprio valore con numeri concreti, ovvero tre gol e tre assist in stagione, e una capacità costante di inserirsi negli spazi. Sarà uno degli osservati speciali per la difesa viola, chiamata a limitarne tempi e movimenti per evitare che il suo impatto diventi decisivo.


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